In Libia i primi raid aerei americani e la compagnia petrolifera nazionale annuncia la ripresa della produzione

Ieri il primo ministro libico Fayez al-Serraj ha annunciato l'inizio di raid aerei dell'aviazione americana sulla città libica di Sirte, roccaforte degli islamisti di Daesh in Libia. La notizia è stata confermata dopo pochi minuti dal Pentagono, ma secondo Middle East Eye anche più a est di Sirte la coalizione internazionale sarebbe attiva da tempo accanto agli uomini del generale Khalifa Haftar, che non ha mai voluto riconoscere il governo di coalizione installatosi a Tripoli.

Oggi invece la National Oil Company, la compagnia petrolifera libica completamente controllata da una milizia, ha dichiarato di essere pronta a riprendere le esportazioni di greggio, bloccate da mesi a causa di divergenze politiche e di attacchi terroristici: sarebbe imminente la riapertura dei due terminal petroliferi principali del paese, a seguito di un accordo con il governo di unità nazionale che siede a Tripoli.

"Stiamo per avviare i lavori per la ripresa delle esportazioni dai porti che erano stati chiusi e dai giacimenti che li rifornivano"

ha indicato in un comunicato la compagnia.

I terminal di Ras Lanuf e al Sidra, con una capacità rispettiva di 200mila e di 500mila barili al giorno, sono chiusi dal gennaio scorso quando i serbatoi furono incendiati da una serie di attacchi dell'Isis. Il governo di Tripoli ha deciso di sbloccare i fondi necessari per consentire alla compagnia di incrementare progressivamente la produzione a circa 900mila barili al giorno, entro la fine del 2016.

Il settore energetico libico, principale fonte del reddito nazionale, con riserve stimate a 48 milioni di barili è il più grande dell'Africa. È gestito dalla National Oil Company che si è però divisa in due gruppi ostili. Il principale ha sede nella capitale e fa capo al governo di Tripoli mentre il rivale, che ha sede nell'Est del paese, è vicino a un esecutivo parallelo che rifiuta di cedere il potere al governo riconosciuto dalla comunità internazionale.

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