Libia, via libera all'uso della base di Sigonella per droni USA

I droni americani che bombarderanno Sirte e Bengasi in Libia, operazione cominciata ufficialmente lunedì 1 agosto su richiesta del governo libico di Fayez al-Serraj, potranno partire dalla base americana di Sigonella, in Sicilia: secondo Geopolitical Center il governo italiano ha autorizzato oggi l'uso della base per lanciare i droni che bombarderanno la Libia.

Già nel 2011 proprio da questa base sono partiti gli aerei diretti in Libia durante l'operazione "Unifield protector" contro il regime del colonnello Gheddafi. Sull'aeroporto vivono e lavorano circa 7mila persone tra personale civile e militare, sia italiano che americano, e rispettivi familiari.

In realtà la notizia è un po' vecchiotta: a febbraio 2016 il Wall Street Journal ha rivelato che il governo di Roma aveva autorizzato il decollo di droni da Sigonella "per operazioni di difesa" e il ministro degli Esteri italiano Gentiloni aveva confermato la notizia, spiegando che "non è un preludio all'intervento militare". Matteo Renzi, intervenendo all'epoca a Rtl 102.5 spiegò che le autorizzazioni per l'utilizzo della base di Sigonella per la partenza dei droni anti terrorismo "sono caso per caso". Il via libera del governo sarebbe stato dato nel gennaio scorso.

Adesso che l'intervento militare è in atto, su richiesta legittima del governo di Tripoli (appoggiato dalle Nazioni Unite e formato non senza forzature internazionali e interne e dopo una lunghissima gestazione per trovare l'agibilità nel complesso e frammentario scenario libico) si fa un gran parlare dell'uso di Sigonella, e quindi della partecipazione indiretta dell'Italia al "nuovo" fronte libico: caccia e droni armati americani diretti in Libia potrebbero partire anche dall'aeroporto siciliano, non lontano da Catania, sede del 41esimo stormo antisommergibili dell'Aeronautica militare e della Naval Air Station Sigonella della Us Navy e utilizzata come snodo strategico della Nato per operazioni nel Mediterraneo.

Il governo di Tripoli ha autorizzato bombardamenti per 30 giorni: al momento, spiegano fonti ufficiali, i droni americani da combattimento di stanza a Sigonella hanno ancora i motori spenti ma sono armati e pronti al decollo, in attesa del via libera definitivo alle missioni di bombardamento su Sirte, quelli da ricognizione, insieme agli aerei spia U-2 stanno sorvolando da tempo la Libia per la raccolta di informazioni e attività di intelligence, individuazione di basi e monitoraggio di obiettivi sensibili. I bombardamenti sin qui effettuati sono stati portati a termine da velivoli partiti dalle portaerei americane di fronte alle coste libiche.

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