Turchia, emesso un mandato d'arresto per Fetullah Gulen

L'agenzia Anadolu ha reso noto che il tribunale di Istanbul ha emesso un mandato di arresto nei confronti di Fetullah Gulen. Il predicatore e politologo turco, capo del movimento Hizmet ("Il servizio"), è considerato dal presidente Recep Tayyip Erdogan l'organizzatore del fallito colpo di Stato del 15 luglio. Attualmente, l'ex alleato del "sultano", è in esilio volontario in Pennsylvania. La sua presenza negli Stati Uniti ha creato una vera e propria crisi diplomatica tra Ankara e Washington, che al momento si rifiuta di concedere l'estradizione.

Nel mirino di Erdogan continuano ad esserci anche le organizzazioni che fanno capo a Gulen in Turchia. Si tratta di una rete associazioni professionali, studentesche, charity, scuole, università, aziende, radio, televisioni e quotidiani. Dopo gli arresti di massa, il governo turco è pronto a privare dei ricavi finanziari tutti gli enti legati all'imam.

Erdogan, nel corso di un discorso pronunciato dal palazzo presidenziale e trasmesso in diretta televisiva, ha sostenuto la necessità di bloccare l'attività finanziaria delle organizzazioni che hanno promosso il golpe. Queste sono state definite come “covi di terroristi”.

Le autorità turche hanno già sospeso, indagato e arrestato circa 60 mila persone. Ovviamente, fra queste, non ci sono solo i sostenitori di Gulen, ma anche personalità appartenenti all'opposizione e alla stampa libera. Ma per Ankara, nonostante le denunce di numerose ong che si occupano di diritti umani, si è aperta una vera e propria "caccia alle streghe".

Tra i rinviati a giudizio c'è anche Huseyin Avni Mutlu. L'ex governatore di Istanbul, in carica durante le proteste di Gezi Park del 2013, è accusato di sovversione. A diffondere la notizia è stato ieri il sito Hurriyet. Insieme a lui sono in stato di arresto altri cinque governatori. Intanto, in un clima da stato di polizia, il "popolo di Erdogan" non smette di chiedere la condanna a morte per i presunti traditori.

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