Libia, a Misurata la lotta contro l'Isis. Appello del governo libico

Misurata sta pagando un prezzo altissimo nella guerra contro gli estremisti islamici. La città costiera nell'ovest della Libia è la principale base delle forze armate governative e delle milizie coinvolte nella battaglia per riprendersi Sirte, a 200 km più ad est, nelle mani dello Stato islamico. Nell'offensiva del 12 maggio per riconquistare la città sono morti 300 soldati, 1.800 sono rimasti feriti, molti di loro venivano proprio da Misurata.

Il governo di coalizione libico, in queste ore il sottosegretario agli esteri italiano Enzo Amendola sta incontrando numerosi esponenti, ha chiesto all'Italia e all'Europa un intervento più pratico e Roma ha promesso l'invio di forze speciali con compiti di sminamento e formazione delle milizie e dell'esercito libico fedeli al governo. Richiesta alla quale i governi occidentali europei hanno risposto così, con una nota congiunta:

"I Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti esprimono la propria preoccupazione per le notizie di tensioni crescenti vicino al terminal petrolifero di Zueitina, sulla costa centrale libica. Esprimono il proprio sostegno agli sforzi del Governo di accordo nazionale (GAN) a contrastare senza l’uso della forza i tentativi di interrompere le esportazioni libiche di energia, e sottolineano che il controllo di tutte le infrastrutture dovrebbe essere trasferito incondizionatamente e senza precondizioni o ritardi alle legittime autorità nazionali così come riconosciuto dalla Risoluzione n. 2259 (2015) del Consiglio di Sicurezza (CdS). I Governi fanno appello a tutte le parti affinché si astengano da ostilità e da ogni azione suscettibile di danneggiare o pregiudicare le infrastrutture energetiche libiche.

I Governi di Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti ribadiscono il pieno sostegno al Governo di accordo nazionale. Come sottolineato dalla Risoluzione n. 2278 del Consiglio di Sicurezza, le istituzioni finanziarie nazionali libiche e la National Oil Corporation (NOC) devono beneficiare tutto il popolo libico. Il Governo di accordo nazionale deve lavorare con la National Oil Corporation per ristabilire la produzione petrolifera al fine di ricostruire l’economia della Libia. Ristabilire le esportazioni petrolifere è vitale per generare redditi in grado di soddisfare i bisogni essenziali della popolazione libica, compresa l’elettricità, la sanità e le infrastrutture. È nell’interesse di tutti i libici sostenere senza condizioni gli sforzi, condotti dal GNA, per fornire questi servizi chiave alla popolazione libica."

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