Usa 2016, limitare le armi: la missione impossibile di Hillary Clinton

Le lobby delle armi sono fra le più potenti della politica statunitense

hillary-clinton.jpg

Per fronteggiare il populismo razzista e grossolano di Donald Trump (che qualche giorno fa ha anche suggerito di sparare alla sua avversaria), Hillary Clinton sta usando il populismo tokenista e raffinato già utilizzato con successo dal suo predecessore Barack Obama.

Le dichiarazioni della candidata Hillary Clinton per un impegno nella limitazione della vendita e della diffusione delle armi si scontrano contro un dato di fatto: la lobby delle armi ha un peso determinante nelle campagne elettorali, ma anche al Congresso. Toccare il potere storicamente tutelato dal secondo emendamento, quindi, rappresenta una missione impossibile e potrebbe diventare solo una promessa elettorale, un po’ com’è stato per la promessa della green economy fatta da Obama che ha poi obbedito ai tempi e ai modi dettati dall’industria petrolifera.

Su Le Monde, Gary Dargon ha proposto oggi una dettagliata analisi del peso che la lobby delle armi ha sulla politica americana.

La National Rifle Association (NRA) si occupa di promuovere la sicurezza nell'uso delle armi, organizza corsi di maneggio ed eventi sportivi relativi alle armi ed è considerata come una delle più potenti organizzazioni degli Stati Uniti. Nata nel 1871, unge gli ingranaggi della politica americana elargendo annualmente oltre 3,5 milioni di dollari l’anno ai membri del Congresso chiamati a legiferare sull’utilizzo e la diffusione delle armi. L’obiettivo della NRA è fare in modo che nessuna legge volta a una restrizione dell’utilizzo delle armi venga accolta al Congresso.

In uno degli istogrammi proposti da Le Monde si nota come la cifra riservata all’attività di lobbying sia praticamente raddoppiata dal 2008 al 2015, proprio per far fronte al timore che Obama imponesse un giro di vite penalizzante per il business delle armi da fuoco.

In otto anni non è cambiato nulla. Anzi, proprio negli anni del secondo mandato di Obama le stragi si sono moltiplicate, così come le uccisioni di afroamericani e di cittadini inermi da parte della polizia.
Nonostante ciò due americani su cinque sono convinti che si debba essere liberi di portare un’arma con sé.

Dopo la strage di San Bernardino del 2015, i senatori democratici depositarono un emendamento volto a proibire la vendita di armi alle persone in volo dagli o per gli Stati Uniti. La NRA si mosse immediatamente facendo pressione con i suoi lobbysti e chiedendo ai suoi 5 milioni (!) di aderenti di chiedere ai suoi senatori repubblicani di rigettare la proposta. Inutile dire come andò a finire. Altre restrizioni sono state proposte dopo la strage di Orlando è l’esito è stato sempre lo stesso.

Per quanto riguarda i finanziamenti delle campagne elettorali dei parlamentari americani, nel corso del 2014 la NRA ha speso 28 milioni di dollari per sostenere i politici “amici”, mentre sul fronte del lobbysmo contro le armi il maggiore investimento è stato fatto dall’associazione American for Responsible Solutions che nello stesso anno ha speso 7,6 milioni di dollari contro l’utilizzo delle armi.

Per cui dimentichiamoci dei politici di casa nostra che dicevano di “imbracciare i fucili”: lo facevano gratis. Trump, invece, facendo propaganda, fa anche pubblicità regresso e, di conseguenza, cassa.

Via | Le Monde

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO