Usa 2016, Trump: 100 esponenti repubblicani chiedono di revocare l'appoggio al tycoon

LOUISVILLE, KY - MAY 20:  Republican presidential candidate Donald Trump speaks at the National Rifle Association's NRA-ILA Leadership Forum during the NRA Convention at the Kentucky Exposition Center on May 20, 2016 in Louisville, Kentucky. The NRA endorsed Trump at the convention. The convention runs May 22.  (Photo by Scott Olson/Getty Images)

Che il Partito Repubblicano non ami il suo candidato alla Casa Bianca non è una novità. Ma quello che è accaduto ieri è senza precedenti nella storia del Gop. Cento esponenti conservatori hanno inviato una lettera al Repubblican National Committee (comitato politico che, tra le altre cose, coordina la raccolta fondi per il voto), nella quale si chiede di revocare il proprio supporto a Donald Trump, dirottando i finanziamenti verso le elezioni per il Congresso.

Si legge dalla missiva lunga due pagine:

"Pensiamo che il carattere divisivo, imprudente, incompetente e altamente impopolare di Donald Trump possa far diventare questa elezione in una deriva di voti a vantaggio del Partito Democratico [...] Soltanto un immediato spostamento di tutte le risorse disponibili del partito a sostegno della fragile campagna per il Senato e per la Camera impedirà al Gop di affondare"

Tra i firmatari della lettera compaiono esponenti di spicco del partito dell'elefantino. Ci sono Andrew Weinstein, portavoce dell`ex speaker della camera Newt Gingrich, e i deputati Scott Rigell e Reid Ribble.

I firmatari hanno fermamente condannato i toni usati dal tycoon. La sua campagna elettorale, secondo i dissidenti, sarebbe stata costruita "sulla rabbia e sull'esclusione", attraverso "offese nei confronti di milioni di elettori, compresi i disabili, le donne, i musulmani, gli immigrati e le minoranze". Inoltre, è stata espressa profonda preoccupazione per "le tendenze autoritarie" emerse finora, manifestatesi nell'annuncio di divieto di ingresso negli Usa per gli islamici e nell'invito ai militari a non rispettare i diritti fondamentali dei prigionieri e ad uccidere le famiglie dei terroristi sospetti.

Come riporta l'Huffington Post Usa, la lettera "dei cento" rappresenta solo l'ultimo capitolo di una vicenda che vede un partito decisamente lacerato. Ricordiamo che già ad inizio agosto, cinquanta esperti repubblicani di sicurezza nazionale avevano sottoscritto una violenta condanna nei confronti del loro candidato, definendolo "inadeguato" per la carica di presidente.

Al momento pare che Hillay Clinton abbia tratto vantaggio da queste divisioni, visto che i sondaggi la danno in testa anche di otto punti. Ma non è detto che Trump non riesca a ribaltare la situazione. Il magnate potrebbe, come ha già fatto in passato, entrare in polemica aperta con i dissidenti, giocando il ruolo del candidato anti-establishment.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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