Terremoto nel Reatino, Delrio: "No alle New Town"

La volontà è quella di ricostruire i borghi distrutti dal sisma.

Ci sono varie questioni politiche che riguardano il terremoto nel reatino, la prima è quella fondamentale della prevenzione, ma un peso sempre maggiore lo acquista anche l'aspetto paesaggistico, storico, culturale dei borghi distrutti.

E così, fa piacere che l'indirizzo del governo stia cambiando rispetto ai tempi di Berlusconi e delle new town de l'Aquila. Stando a quanto detto dal ministro dei Trasporti Delrio, questa volta non ci saranno new town prefabbricate, ma si lavorerà per la ricostruzione dei borghi, nonostante le mille difficoltà cui si può andare incontro nel momento in cui si prova a rimettere in piedi paesi distrutti fin nelle fondamenta.

"Ogni terremoto ha la sua storia, non voglio giudicare le scelte fatte nel 2009 all'Aquila. Però stavolta a decidere saranno i sindaci. E credo che tutti preferiranno ricostruire il proprio paese lì dov'era", ha detto Delrio in un'intervista al Corriere della Sera. A decidere, quindi, saranno le istituzioni locali, che dovranno concordare la soluzione preferita con gli abitanti.

"La decisione verrà presa quando usciremo dall'emergenza vera e propria. Quando imposteremo la ricostruzione daremo la parola a chi rappresenta la gente del posto", prosegue Delrio."Decideremo con calma. Il tempo del dolore e dell'emergenza non è finito. Però so per esperienza che ha funzionato bene il modello dell'Emilia Romagna dove il commissario era il presidente della Regione. Le scelte vanno concordate con il territorio, fatte insieme e non calate dall'alto. Altrimenti non funzionano".

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