Il Parlamento nega ancora la fiducia a Rajoy. Spagna al voto a dicembre?

Ancora una fumata nera dal Congresso dei deputati, che ha negato la fiducia al leader del Partito Popolare (Ppe), Mariano Rajoy. La Spagna è sempre in una fase di stallo politico-istituzionale: dopo 8 mesi non c'è ancora un nuovo esecutivo. Ora re Felipe VI dovrà decidere se continuare con le consultazioni o indire nuove elezioni.

A Rajoy ieri bastava la maggioranza semplice. Contro il nuovo governo hanno votato in 180, mentre a favore solo 170. Stesso esito della votazione di tre giorni fa, quando la soglia per la fiducia era stata fissata a 176. Ad appoggiare il vincitore delle passate elezioni c'erano il Partito Popolare, Ciudadanos, che ha firmato un contratto a punti con i centristi, e Coaliciòn Canaria. Ma, alla fine, si è rivelata determinate l'opposizione congiunta del Partito Socialista (Psoe), Podemos- Izquierda Unida, indipendentisti baschi e catalani.


Gli appelli di Rajoy ai socialisti, in cui si chiedeva una sforzo per dotare il paese di un governo, sono caduti nel vuoto. E così la Spagna potrebbe tornare alle urne per la terza volta nel giro di un anno. Ricordiamo che si è già votato il 20 dicembre 2015 e il 26 giugno 2016. Nell'ultima tornata elettorale, il Partito Popolare ha avuto un'affermazione netta, ma non sufficiente per dare vita ad un esecutivo.

Mentre il paese attende il via libera di Bruxelles alla legge di bilancio, re Felipe dovrà pensare alle prossime mosse. Come precisa El Pais, nel caso in cui decidesse di proclamare nuove elezioni, si dovrebbe tornare alle urne domenica 25 dicembre (ma tutti partiti sembrano intenzionati ad anticipare la data di una settimana). Altra ipotesi è che, entro il 31 ottobre, il sovrano individui un nuovo candidato premier da sottoporre al voto del Parlamento. Tale opzione, però, appare alquanto improbabile.

Sempre El Pais, riporta che Rajoy, dopo la votazione di ieri, ha attaccato i socialisti, accusandoli di aver respinto "un accordo che non è rigido, ma aperto a suggerimenti e contributi." Pedro Sanchez, leader del Psoe, ha replicato al leader popolare affermando che ha usato "una serie di argomenti banali e ripetitivi per non ammettere l'incofessabile". Ovvero, che è necessario ripetere le elezioni.

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