Siria: l'Isis perde i suoi ultimi territori sulla frontiera turca

JARABLUS, SYRIA - AUGUST 31: Destroyed buildings is seen in the border town of Jarablus, August 31, 2016, Syria. Turkish troops and Turkey-backed rebels have been fighting Kurdish-led forces and IS since Turkey's incursion into Syria on Aug. 24. with the swift capture of Jarablus, a town a few km inside Syria that was held by Islamic State.(Photo by Defne Karadeniz/Getty Images)

La Turchia, con l'appoggio delle forze ribelli siriane, ha conquistato l'ultima area di territorio al confine nelle mani dello Stato Islamico, quella compresa tra Jarablus e al Raira. A confermare la cacciata dei jihadisti c'è anche l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Ora il "Califfato nero" non ha più vie di comunicazione verso il mondo esterno, e rimane confinato nei suoi feudi di Mosul e Raqqa.

In appoggio all'avanzata degli insorti non c'è stata solo Ankara, ma anche Washington, che ha messo a disposizione le batterie del sistema missilistico Himars. La conquista del territorio di confine potrebbe rivelarsi fatale per i miliziani dell'Isis. Il corridoio di 20 chilometri al confine turco, infatti, garantiva l'afflusso di importanti rifornimenti, tra cui i metalli per la costruzione di materiale bellico. Inoltre, attraverso la zona compresa tra Jarablus e al Raira passavano i kamikaze che si sono fatti esplodere nelle città turche.

L'Isis appare in difficoltà. La morte, verificatasi martedì scorso, di Abu Mohamed al Adanani, portavoce dei terroristi in Siria, è paradigmatica di una crescente fragilità dei jihadisti. Lo Stato Islamico si va ormai progressivamente riducendo: ha perso il 40% del territorio in Iraq e quasi il 10% del territorio siriano. Inoltre, 45 mila dei suoi uomini sono caduti in combattimento o a causa di bombardamenti. E adesso che Ankara ha deciso di sigillare il confine la situazione si è fatta ancora più delicata.

La Turchia, dopo aver evaso per un lungo periodo la richiesta degli Stati Uniti di rendere impermeabile la sua frontiera, ha deciso di cambiare strategia. Tuttavia, la scelta del presidente Recep Tayyip Erdogan, più che dalla volontà di avere la meglio sul "califfato", sembra dettata dall'esigenza di impedire ai curdi della Ypg di saldare i loro cantoni. Sarà solo il tempo a dire se le ambiguità di Ankara nei confronti degli uomini del Abu Bakr al-Baghdadi sono terminate.

Intanto, nella giornata di ieri il regime di Damasco si è ripreso i quartieri meridionali di Aleppo. Sul futuro di questa zona sono in corso negoziati tra Russia e Stati Uniti, che procedono con molta lentezza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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