Sondaggi referendum costituzionale: il "no" sempre in vantaggio

Ma a crescere sono soprattutto indecisi e astenuti.

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Continuare a rinviare il referendum costituzionale potrebbe non essere una grande idea, visto che più il tempo passa, più la situazione si fa difficile. Ma perché Matteo Renzi sembra così intenzionato a ritardare quanto più possibile la chiamata alle urne? Le ipotesi sono due: o vuole avere quanto più tempo per spiegare agli italiani i vantaggi della sua riforma e cercare di togliere di mezzo il rischio che il referendum sia sulla sua persone, oppure spera che le vicende romane trascinino a fondo il Movimento 5 Stelle dando nuova linfa al Pd come alternativa "seria".

Chi lo sa. Fatto sta che i numeri presentati dai sondaggi Emg non danno buone notizie al premier: i favorevoli al referendum scendono ancora, di ben due punti, raggiungendo il 26,9%. Scendono anche i contrari, di oltre un punto, che arrivano così al 28,4%. La dinamica, quindi, favorisce i "no", anche se si tratta di una strana dinamica in cui si fa a gara a chi perde di meno.

Inevitabilmente, quindi, sono gli indecisi il gruppo che cresce di più: sale di oltre 3 punti e raggiunge il 44,7%. È su questo enorme bacino di astensione che Renzi ha qualche chance di trovare elettori disposti, magari turandosi il naso, a dare il loro assenso a una riforma pasticciata che in questo momento non sta venendo nemmeno ben comunicata.

Lo dimostra anche la percentuale altissima di astenuti: 46% (+5). Un mare di elettori disillusi che sarà convincere a tornare al voto; soprattutto se questo continuerà a essere una campagna elettorale in cui si parla di tutto tranne che del merito delle questioni.

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