Siria: Damasco e i ribelli danno il via libera all'accordo Usa-Russia

L'accordo per una una tregua nel conflitto siriano, ratificato sabato tra Stati Uniti e Russia, pare riscuotere consensi. Sia il regime di Damasco sia i ribelli hanno dato la loro disponibilità per il cessate il fuoco, che avrà inizio lunedì 12 settembre al tramonto. Inoltre, alla luce delle prime reazioni, sono state accolte, con qualche riserva, anche le clausole dell'intesa elaborate dal segretario di Stato americano, John Kerry, e dal suo omologo russo, Serghei Lavrov.

Il presidente Bashar al-Assad e i rappresentanti delle opposizioni, tra cui Anas Abdah, leader della Syrian National Coalition, hanno dato il loro assenso al patto, ma si sono riservati di analizzarlo con calma nei prossimi giorni. Bisognerà, prima di tutto, verificare se i ribelli sono realmente intenzionati a rompere con le forze quediste, tra cui il Fronte al-Nusra, e se da una parte e dell'altra termineranno certe ambiguità nei riguardi dell'Isis.

Altro ostacolo sulla strada della pace è la ripartizione del territorio siriano. Ad esempio, per quanto concerne la città di Aleppo, la via di accesso di Ramouseh Gap è stata occupata dalle milizie regolari. Ma la zona, secondo quanto pattuito, dovrebbe essere demilitarizzata in attesa di un pronunciamento della comunità internazionale.

Altro problema da risolvere, uno dei più importanti, è il futuro di Assad. Che gioco vorrà giocare il presidente in carica? accetterà di farsi da parte e di aprire ad un governo di coalizione? Interrogativi a cui è difficile dare una risposta ora.

In ogni caso, l'Esercito siriano libero (Els), che raggruppa i gruppi ribelli, ha assicurato a Reuters che ci sono buone possibilità per l'avvio di una fine delle ostilità. E il capitano Abdul Salam Abdul Razak, portavoce militare delle milizie delle Brigate Al Din al Zinki, ha fatto sapere che "l'accordo sarà un'opportunità per unire le forze e per distribuire più milizie iraniane sui principali fronti di battaglia".

La Turchia ha salutato con favore l'intesa tra Washington e Mosca. Tuttavia, ora sarà necessario osservare che posizioni assumerà concretamente Ankara, che nella guerra civile siriana continua a giocare una partita tutta sua contro i curdi dell'Ypg.

Anche l'Unione Europea e i principali governi membri hanno accolto positivamente l'accordo. L'Alto rappresentante Ue per gli affari esteri, Federica Mogherini, ha dichiarato in merito: "la proposta dovrebbe servire come punto di partenza per riprendere i colloqui tra i negoziatori, che saranno diretti e facilitati dall'inviato speciale delle Nazioni Unite, Staffan de Mistura".

Lo Stato Islamico appare destinato alla sconfitta entro ottobre. Ormai è confinato nei suoi feudi di Raqqa e Mosul e non ha più la forza di riportare significate vittorie militari. Quello che preoccupa, però, è la strategia di ritorsione che i jihadisti hanno già cominciato a mettere in campo. Segnaliamo, a tale proposito, che il portavoce dell’Isis, Abu Muhammad al-'Adnani, poco prima di morire aveva detto ai suoi: "se vi chiudono questa porta, voi spalancate quella della jihad". Ovvero, colpite con attacchi terroristi nei paesi in cui vi trovate.

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