Usa: il Pentagono non gradisce l'accordo sulla Siria con la Russia

ARLINGTON, VA - AUGUST 29:  U.S. Defense Secretary Ashton Carter answers reporters' questions during a joint press conference with Indian Defense Minister Manohar Parrikar at the Pentagon August 29, 2016 in Arlington, Virginia. Parrikar layed a wreath at the Pentagon 9-11 Memorial before bilateral meetings with Carter earlier in the day.  (Photo by Chip Somodevilla/Getty Images)

L'amministrazione ha chiuso con la Russia un accordo sulla Siria nella giornata di venerdì. L'intesa, con qualche riserva, è stata accettata sia dal presidente Bashar al-Assad sia dalle opposizioni. Tuttavia, secondo il Wall Street Journal, il Pentagono nutre forti perplessità a riguardo.

La Difesa americana, che ha sempre sostenuto un atteggiamento intransigente nell'est Europa nei confronti della Russia, non si fida di Vladimir Putin. In molti, temono che Mosca possa approfittare del cessate il fuoco, che inizierà oggi 12 settembre al tramonto, per favorire Assad. Inoltre, a creare resistenze al Pentagono è la creazione di un centro comune tra le intelligence per gestire meglio le ultime fasi della guerra all'Isis e alle forze quediste.

Collaborare con la Russia, secondo i detrattori del patto, espone gli Stati Uniti a dei rischi elevati, come quello di fornire dati sensibili "ai nemici storici". Non ci sarebbero poi buone premesse per il post-conflitto, in cui Assad proverà a rivendicare ancora un ruolo di primo piano. La diffidenza è così forte nei confronti dell'intesa che, sempre secondo il Wall Street Journal, il segretario alla Difesa Ash Carter (nella foto) avrebbe dato il suo pare contrario. E, contemporaneamente, il capo della Cia, John Brennan, pare che abbia espresso riserve molto pesanti.

Carter, già la settimana scorsa, in un discorso a Oxford (nel Regno Unito), aveva detto che il sostegno della Russia ad Assad rende "la situazione in Siria più pericolosa, più incerta, più violenta". Il responsabile della Difesa ha anche ricordato le mire di Putin sull'Ucraina e, indirettamente, ha fatto riferimento al presunto furto di informazioni da parte di hacker russi al Partito Democratico.

La complessità del documento ratificato dal segretario di Stato americano, John Kerry, e dal suo omologo russo, Serghei Lavrov, rafforza le argomentazioni degli scettici. A pesare ci sono anche i fallimenti registrati sugli accordi passati, in particolare quello sottoscritto a Monaco di Baviera nel mese di febbraio.

In ogni caso, nonostante le profonde divergenze tra Stati Uniti e Russia, i due paesi hanno già collaborato con successo sull'accordo per il nucleare iraniano. In quell'occasione, proprio Kerry e Lavrov giocarono un ruolo fondamentale.

E' probabile che Obama non volesse arrivare ad una collaborazione sulla Siria così stretta con Mosca. Ma il suo mandato sta per scadere, e dopo gli errori e le incertezze del passato, ha optato per un'apertura nei confronti di Putin: unica soluzione al momento per non lasciare il suo successore in una situazione troppo intricata da gestire.

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