Sondaggio referendum costituzionale: i "no" sempre in vantaggio

La strategia di Renzi, che continua a rinviare il momento del voto, non sembra funzionare.

schermata-2016-09-14-alle-11-56-41.png

Fosse per Renzi, probabilmente, questo benedetto referendum non si farebbe più. La ragione è molto semplice: i "no" continuano a essere in vantaggio ed è difficile capire in che modo la situazione possa rovesciarsi, considerando che questo voto ormai sarà sempre letto come "pro o contro Renzi", senza che nessuno si interessi per davvero ai contenuti della riforma costituzionale (discutibile o meno che sia).

La colpa, d'altra parte, è tutta di Matteo Renzi, che per primo ha incentrato questo voto se stesso. Il segretario del PD pensava, così facendo, di forzare un voto a suo favore, probabilmente convinto dal suo "giglio magico" e dal suo distacco dalla realtà di essere ancora molto più popolare di quanto invece non sia.

Ormai, è troppo tardi. Tanto che qualcuno inizia a vociferare la possibilità che Renzi, il referendum, vorrebbe provare a cancellarlo. Molto, molto difficile che questo avvenga. Per Renzi, l'unica vera chance, è quella di giocarsela fino in fondo. Certo, i numeri del sondaggio Emg non aiutano: i "no" sono in crescita e hanno raggiunto il 30,8% (+2,4). Crescono anche i "sì", ma sempre meno dei contrari: 28,5% (+1,6). Di conseguenza, continuano a calare gli indecisi, oggi al 40,7% (-4).

I giochi non sono ancora chiusi, ma la partita è durissima. Per Renzi, al di là dei tentativi che vanno fatti di spiegare la riforma in maniera il più super-partes possibile, c'è una sola vera speranza: che il caos di Roma trascini a fondo il M5S facendolo riemergere come vero statista italiano. Ma che le questioni costituzionali italiane dipendano dai giochetti politici è veramente una triste cosa.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO