Turchia: "Gulen potrebbe scappare dagli Usa"

US Vice President Joe Biden (L) gestures next to Turkish President Recep Tayyip Erdogan after a meeting at Yildiz Mabeyn Palace on January 23, 2016 in Istanbul.  / AFP / POOL / SEDAT SUNA        (Photo credit should read SEDAT SUNA/AFP/Getty Images)

Il predicatore Fethullah Gulen potrebbe tentare di fuggire dagli Stati Uniti, dove ora risiede in esilio volontario, in paesi come il Sudafrica o il Canada. A riportare la notizia, è il quotidiano turco Hurriyet, che afferma che il sospetto di fuga è contenuto nel dossier di richiesta di arresto inviata questa settimana dal ministero della Giustizia di Ankara a Washington.

Gulen, accusato dal presidente Recep Tayyip Erdogan di aver orchestrato il fallito golpe del 15 luglio, potrebbe lasciare la Pennsylvania per dirigersi in una nazione che non abbia un accordo di estradizione con la Turchia. Secondo i servizi segreti di Ankara ci sono anche altri paesi che potrebbero accogliere l'imam. Tra questi, l'Egitto, l'Australia e il Messico.

Gli Stati Uniti, che fino ad oggi hanno negato collaborazione ad Erdogan, come prima mossa potrebbero sottoporre Gulen a regime di custodia cautelare. L'estradizione, per il predicatore residente negli Usa dal 1999, dovrebbe arrivare di conseguenza.

Nella richiesta di estradizione sono stati inclusi sei capi di accusa: tentata deposizione dell'ordine costituzionale, omicidio premeditato, tentato omicidio del presidente, tentata destituzione del Parlamento turco e della continuazione delle sue attività, tentata distruzione della Repubblica e formazione di una organizzazione terroristica. Nella richiesta, si badi bene, viene ipotizzata la pena di morte per il religioso.

Ricordiamo che nel corso della visita del 24 agosto scorso, Joe Biden ha posto condizioni chiare ad Erdogan. Il il vice-presidente americano ha fatto presente che servono prove certe alla giustizia per decidere se estradare o meno Gulen.

Per parte sua, il predicatore ha sempre negato fermamente qualsiasi coinvolgimento nel tentato colpo di Stato. Ed ha condannato "la caccia alle streghe" inaugurata da Erdogan. Il presidente turco, fino ad oggi, ha licenziato o sospeso oltre 100 mila soldati, poliziotti e funzionari sospettati di aver legami con il religioso in esilio volontario. Inoltre, ha arrestato almeno 40 mila persone, tra cui molti giornalisti.

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