Hillary Clinton riprende la campagna elettorale

Il malore al termine delle celebrazioni del quindicesimo anniversario degli attacchi dell’11 settembre aveva messo la corsa alla presidenza di Hillary Clinton in stand by, ma a otto settimane dal voto la sua assenza dalla scena pubblica non poteva protrarsi a lungo e dopo pochi giorni di stop, con il parere positivo del medico curante Lisa Bardack, la campagna elettorale è ripresa.

I colpi bassi non mancano e Trump ha tentato di sfruttare l’occasione della malattia dell’avversaria per riguadagnare terreno: “C’è qualcuno di voi che pensa che Hillary possa stare in piedi per un’ora?” ha detto in un comizio nell’Ohio.

A quanto pare, però, anche il controverso candidato repubblicano (1 metro e 84 cm di altezza per 121 kg di peso) ha qualche problema di salute visto che – secondo le indiscrezioni trapelate negli ultimi giorni – assume medicinali per via del colesterolo alto e della pressione alta.

“I feel good!”, “Sto bene!”, ha dichiarato Clinton ai giornalisti, a bordo del volo diretto verso il North Carolina.

I sondaggi degli ultimi giorni danno Trump in forte recupero, ma la Clinton appare determinata a riallargare il gap. Nel suo atteso ritorno in campo ha parlato a Greensboro, in North Carolina, ribadendo di essere in gran forma, felice di tornare in pista, ed è arrivata sulle note di I feel good di James Brown.

Hillary ha ribadito di essersi candidata per i giovani che sognano di cambiare in meglio il mondo. E sulla polmonite ha detto:

“Alla fine ho capito che avere qualche giorno per me è stato un regalo. Ho parlato con vecchi amici, ho passato del tempo con i miei cani, e ho pensato molto”.

L’ex first landy si è detta pronta a combattere: “Sono qui per tutti quelli che lottano per le loro famiglie, per tutti quelli che hanno sofferto e sono in difficoltà, ma vogliono rialzarsi”.

Poi, da Washington, ha parlato dell'avversario Donald Trump. È riemersa in questi giorni la polemica sul luogo di nascita del presidente Barack Obama. Tempo fa il miliardario candidato repubblicano aveva spinto il presidente a tirare fuori il suo certificato di nascita, sostenendo che non fosse nato alle Hawaii, e non fosse americano:

“Lo ha fatto ancora ha chiesto una volta ancora del luogo di nascita del presidente Obama. Non vuole ancora credere che sia nato alle Hawaii, in America. Quest'uomo vuole essere il prossimo presidente. Quando la smetterà con queste bruttezze e con questi fanatismi?”

Poi, dal team dell'avversario è arrivata l'ammissione: Obama è nato negli Stati Uniti, un comunicato per porre fine al nuovo polverone dopo che Trump si era rifiutato di rispondere all'esplicita domanda posta da un giornalista del Washington Post.

Via | Askanews

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