Elezioni legislative Russia 2016: domani il referendum su Putin

HANGZHOU, CHINA - SEPTEMBER 04:  President Vladimir Putin of Russia (L) arrives at the Hangzhou Exhibition Center to participate in G20 Summit, on  September 4, 2016 in Hangzhou, China.  World leaders are gathering in Hangzhou for the 11th G20 Leaders Summit from September 4 to 5.  (Photo by Etienne Oliveau/Getty Images)

Tutti gli osservatori internazionali sono concordi, domani, 18 settembre, alle elezioni per il rinnovo della Duma non ci saranno sorprese. A vincere, sarà il partito Russia Unita di Vladimir Putin. L'unica incognita è quella dell'affluenza alle urne. Se fosse bassa, sarebbe un segnale importante per il presidente russo, che intende ricandidarsi nel 2018.

Gli ultimi sondaggi affermano che Putin gode dell'82% dei consensi degli elettori. L'opposizione appare debole, non è riuscita nemmeno ad organizzarsi per manifestare contro il blocco di alcune candidature. Insomma, tutto sembra procedere per il meglio per Russia Unita. Eppure, una situazione così difficile non si era mai percepita da quando l'ex spia del Kgb è salita al potere.

La Russia non si trova sull'orlo del baratro, cosa che hanno lasciato intendere alcuni analisti occidentali negli ultimi tempi. Tuttavia, al calo del prezzo del petrolio e delle materie prime è corrisposto un aumento della disoccupazione. Inoltre, le sanzione dell'occidente, disposte dopo la crisi in Ucraina, hanno lasciato il segno.

I cittadini russi, che negli ultimi 15 anni hanno goduto di un miglioramento generale delle loro condizioni di vita, iniziano a pagare la crisi economica. Allo stesso tempo, però, riconoscono a Putin i grandi risultati ottenuti dopo lo sgretolamento dell'Unione Sovietica. Staremo a vedere se alla fine decideranno di ridare fiducia al presidente o se preferiranno avvalersi dell'astensione.

Gli elettori sono chiamati a nominare i deputati della Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento), gli esponenti delle assemblee legislative regionali e i presidenti di diversi distretti federali (tra cui la Repubblica di Cecenia, Ossezia Settentrionale-Alania, Komi). In totale, saranno assegnati di 450 seggi, 225 eletti su base uninominale e 225 con le liste dei partiti.

Tra i partiti che si presenteranno alle elezioni c'è anche Parnas, in cui militava Boris Nemtsov, l’oppositore assassinato nel 2015. Ma la formazione liberale non sembra più in grado di impensierire Putin: l'ondata di patriottismo e nazionalismo, che ha investito la Russia dopo l'annessione della Crimea, ha finito per danneggiarla.

A proposito di Crimea, segnaliamo che il presidente ucraino, Petro Poroshenko, ha chiesto ai cittadini di non votare nei seggi elettorali della penisola. Il portavoce del presidente, Sviatoslav Tsegolko, ha scritto a riguardo su Twitter: "Il presidente ha incaricato il ministero degli Esteri di informare Mosca dell’impossibilità di svolgere elezioni russe in territorio ucraino".

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