Siria, Kerry a Putin e Assad: "dovete lasciare tutti gli aerei a terra"

US Secretary of State John Kerry speaks during the Our Ocean Conference in Washington, DC, September 16, 2016. / AFP / JIM WATSON        (Photo credit should read JIM WATSON/AFP/Getty Images)

Continua il braccio di ferro tra Stati Uniti e Russia sulla Siria. Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha chiesto a Mosca e Damasco di smettere di usare i suoi aerei in aree chiave del conflitto. L'idea di Washington è quella di creare una "no fly zone", soluzione avallata anche dalla candidata democratica alla Casa Bianca, Hillary Clinton.

"Finché tutti gli aerei non resteranno a terra, sarà impossibile arrivare a una vera tregua sul campo e dare via libera all’assistenza umanitaria", ha detto ieri Kerry al Palazzo di Vetro.

Il ministro degli esteri russo, Sergey Lavrov, ha subito replicato all'inziativa americana. Mosca, dopo l'"errore" dell'aviazione americana, che la settimana scorsa ha centrato una base governativa vicino a Dayr az Zor, dove hanno perso la vita più di 60 soldati dell'esercito regolare, è tornata chiedere "un'indagine seria e imparziale sull'accaduto".

Kerry, palesemente irritato, ha risposto duramente in sede di Consiglio di Sicurezza: "sembra che Mosca stia su un universo parallelo. Sì, la coalizione ha colpito sabato, ma è stato un terribile incidente, lo abbiamo riconosciuto immediatamente. Ma qualcuno crede davvero che il convoglio di aiuti abbia preso fuoco da solo?". Il riferimento del titolare della diplomazia americana è alle bombe cadute lunedì su un convoglio di 31 camion che trasportavano aiuti umanitari della Mezzaluna rossa e della Croce Rossa Internazionale nella provincia di Aleppo.

Le Nazioni Unite hanno comunque deciso di far ripartire i convogli carichi di medicinali e cibo. Dal paese dilaniato dalla guerra civile, però, continuano a giungere notizie di altri bombardamenti. E la marina russa ha deciso di schierare la portaerei Kuznetsov al largo della costa siriana.

Intanto, gli analisti incominciano a pensare che il presidente Bashar al Assad voglia arrivare alla divisione del Paese, assicurandosi prima il controllo sulla città di Aleppo e sulle coste. Tale ipotesi, secondo Washington, potrebbe andare bene anche a Vladimir Putin. Per questa ragione, ora tocca ad Obama trovare delle soluzioni rapide prima che tutti gli equilibri siano stravolti.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO