Uk: Jeremy Corbyn confermato leader del Labour

Sabato scorso, Jeremy Corbyn è stato confermato segretario del Partito Laburista con il 61,8% dei voti (alla consultazione avevano diritto a partecipare 650 mila persone). L'esponente della sinistra interna è riuscito ad avere la meglio sullo sfidante, Owen Smith, grazie al gran numero di consensi che sono arrivati dalla sua base elettorale. Tuttavia, la spaccatura all'interno del Labour rimane aperta e sarà molto difficile per il leader rieletto tenere insieme le diverse anime della sua formazione politica.

Corbyn, dopo un anno di forte contestazioni interne, può ritenersi soddisfatto: ha vinto con un consenso più largo rispetto a quello di un anno fa. E forse le cose potevano andare anche meglio se il comitato elettorale non avesse deciso, all'ultimo momento, di escludere dalle primarie un numero consistente di nuovi membri.

Dopo la conferma alla guida del Labour, Corbyn ha pronunciato parole concilianti, indirizzate a tutte la componenti del suo partito. "Sono qui per vincere le elezioni [...] Abbiamo molte più cose in comune rispetto a quelle che ci dividono", ha detto ai suoi compagni di partito. Ma "Jeremy il rosso" sa che dovrà continuare a guardarsi le spalle.

Nel suo primo anno da segretario, Corbyn ha subito una pressione molto forte. Sono stati molti i deputati laburisti che lo hanno abbandonato e spesso si è trovato in minoranza su questioni cruciali come l'intervento in Siria. Sul referendum inerente alla Brexit, poi, è stato accusato di aver assunto un atteggiamento troppo tiepido a sostegno della permanenza nell'Unione Europea. Infine, le sue battaglie per la nazionalizzazione delle ferrovie e per il disarmo nucleare unilaterale continuano ad essere tacciate di anacronismo e di utopismo dai suoi detrattori.

Fondamentale per la vittoria di Corbyn è stata anche la rinascita di una certa militanza a sinistra tra i giovani britannici. Non a caso, il 67enne leader laburista ieri si è recato al congresso "The World Transformed", organizzato da Momentum, movimento giovanile (ma non solo) a cui hanno aderito nel giro di un anno 17 mila membri.

Secondo la stampa conservatrice, il movimento è composta da neo-marxisti che hanno scelto di "infilarsi" nelle primarie laburiste per spostare a sinistra il baricentro del principale partito di opposizione. Tuttavia, questa descrizione di Momentum appare un po' forzata. Ci sono infatti tra le sue fila molti elettori laburisti delusi dal blairismo e anche molti ragazzi che fino a qualche anno fa non erano politicizzati.

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