Siria, Usa, Gran Bretagna e Francia: serve una dichiarazione dell'Onu

Gli attacchi contri i civili ad Aleppo rappresentano una violazione della legge umanitaria internazionale, secondo una recente dichiarazione congiunta dei ministri degli esteri di Francia, Italia, Gran Bretagna, Germania e USA, dell'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione europea Federica Mogherini e del commissario alle questioni umanitarie Christos Stylianides.

L'Occidente, in blocco, sembra definitivamente schierarsi contro Bashar al-Assad ed esorta la Russia a collaborare per porre fine al genocidio in Siria. La condanna dei membri dell'esecutivo europeo va anche ai tiri d'artiglieria e al lancio di bombe incendiarie su Aleppo, oltre all'attacco definito deliberato contro un convoglio umanitario la scorsa settimana e all'interruzione delle forniture d'acqua alla maggioranza dei civili che si trovano ancora nella città.

Per questo Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti hanno chiesto una riunione urgente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite mettendo all'ordine del giorno la situazione di Aleppo, sottoposta a durissimi bombardamenti: si tratta di una decisione assunta per aumentare la pressione sulla Russia, principale alleato del regime siriano, e far cessare i bombardamenti dando la possibilità di ristabilire il cessate il fuoco negoziato tra Washington e Mosca.

"Quale scusa è possibile avanzare per non intraprendere una decisa iniziativa per fermare il massacro? Quanto tempo ancora tutti coloro che hanno influenza sul conflitto permetteranno che una tale crudeltà possa andare avanti? Tutti devono impegnarsi di più per porre fine a questo incubo"

ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon il quale, dal canto suo, ha chiesto alla comunità internazionale di impegnarsi di più per mettere fine all'incubo del conflitto in Siria.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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