Colombia verso la pace, firmato l'accordo governo-FARC

La Colombia è entrata ieri in una nuova era con la firma dello storico accordo di pace tra il governo di Bogotà e le FARC, le Forze armate rivoluzionarie colombiane - gruppo guerrigliero marxista - dopo quasi mezzo secolo di guerra civile e centinaia di migliaia di morti.

L'accordo è stato firmato a Cartagena davanti agli occhi di mezzo mondo, per l'Italia era presente il viceministro degli Esteri Mario Giro, e tutti i presenti erano in camicia bianca a simboleggiare la pace e la riconciliazione, che il popolo colombiano attendeva da anni. Il Presidente Santos, visibilmente commosso, per anni ha lottato strenuamente per giungere alla firma di questo accordo, che prevede il disarmo per le FARC, il processo perchè le Forze diventino un partito politico rappresentativo, i processi per i crimini commessi e la rinuncia ai finanziamenti illeciti attraverso il narcotraffico: in tal senso si tratta di un successo politico senza precedenti per la Colombia, un successo incanalato in un percorso di riconciliazione e non di repressione.

Anche il comandante delle FARC Rodrigo Londono, alias Timoshenko, è apparso felice e commosso ed ha sottolineato in diversi passaggi del suo discorso il valore della riconciliazione e della pace: alla cerimonia per la firma delle 297 pagine dell'accordo hanno partecipato 15 capi di Stato latino-americani.

Tra i presenti, il presidente cubano Raul Castro, il cui Paese ha accolto i negoziati conclusi con l'accordo del 24 agosto, con il contributo di Norvegia, Venezuela e Cile. Il segretario generale delle Nazioni unite Ban ki-moon si è congratulato con i firmatari e le diplomazie che hanno partecipato alla firma dell'accordo e al processo che ha portato alla giornata di oggi e inoltre l'Ue ha deciso di "sospendere" le Farc dalla lista delle organizzazioni terroristiche.

"Sostituire i proiettili con i voti"

ha detto trionfalmente l'oramai ex-comandante delle FARC.

Come ricorda Askanews le FARC contano ancora circa 7.000 combattenti armati e avevano ratificato l'accordo venerdì scorso durante la loro conferenza nazionale.

In totale il conflitto colombiano ha provocato oltre 260.000 morti, 45.000 dispersi e 6,9 milioni di sfollati, coinvolgendo diversi guerriglieri di sinistra, i paramilitari di estrema destra e l'esercito, oltre che i narcotrafficanti e la società civile. La pace in Colombia, però, non sarà totale fino a quando anche l'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), con i suoi 1.500 combattenti ancora attivi, non avrà detto addio alle armi. L'ELN e il governo si sono impegnati a marzo a iniziare i colloqui di pace ma senza fissare una data.

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