Usa 2016, Castro connection: "Trump ha violato l'embargo per fare affari a Cuba"

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La campagna elettorale per le presidenziali americane è ormai entrata nel vivo. E non mancano, come sempre accade nella sfida per la Casa Bianca, scoop e inchieste che scavano nel passato dei candidati. L'ultimo è arrivato dal Newsweek. Secondo il settimanale, Donald Trump avrebbe violato l'embargo nei confronti di Cuba nel 1988. Ed è subito "Castro connection".

Il tycoon, affermano alcuni suoi ex dirigenti, investì circa 68 mila dollari per una iniziativa imprenditoriale a Cuba, quando era a capo della "Trump Hotels and Casino resorts". A confermarlo ci sarebbero anche documenti giudiziari. Tuttavia, il candidato repubblicano non agì in prima persona, ma tramite una società di consulenza, la "Seven Arrows investment and Development Corporation".

Secondo l'inchiesta, quando il magnate investì nell'isola caraibica vigeva il "bloqueo". L'unico modo per investire legalmente a Cuba era quello di avere dei permessi o autorizzazioni da parte del governo. Washington non ha concesso però alcuna deroga a Trump. Quest'ultimo avrebbe poi fatto passare quella spesa consistente come una donazione di beneficenza retroattiva.

Per un ex collaboratore di Trump, l'operazione aveva l'obiettivo di creare una punto di appoggio per il business sull'isola, in vista di un eventuale allentamento delle sanzioni. Ora tutta questa storia rischia di diventare molto pericolosa per la campagna elettorale del candidato repubblicano.

La Florida è uno degli Stati chiave per l'elezione del presidente, fornisce un numero rilevante di delegati. Qui la comunità cubana, nonostante la fine dell'embargo decretata da Barack Obama, rimane fortemente ostile al regime cubano. Dunque, lo scandalo che ha coinvolto Trump, che ha già smentito recisamente tutta la vicenda, potrebbe portargli via molto consensi.

Sul caso è intervenuto, con un'intervista rilasciata a Espn/Abc, Marco Rubio. L'ex candidato repubblicano alla Casa Bianca di origini cubane ha dichiarato in merito: "voglio augurarmi che Trump si faccia avanti rispondendo ad alcune domande, perché se l’articolo dice la verità sarei profondamente preoccupato". Ricordiamo che l'ex senatore della Florida, dopo essere stato sconfitto alle primarie, ha reso pubblico il suo endorsement nei confronti dal magnate.

Naturalmente, ad approfittare dello scoop è stata anche Hillary Clinton. La candidata democratica non ha perso occasione per lanciare una stoccata al suo avversario: "Trump ha messo i suoi interessi personali e il suo business al di sopra delle leggi, dei valori e della politica degli Stati Uniti".

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