Referendum Colombia: respinto l'accordo di pace tra governo e Farc

Meno di 60mila voti hanno deciso un'elezione cruciale.

Meno di 60mila voti hanno deciso l'esito del cruciale referendum in Colombia, che aveva lo scopo di ratificare definitivamente lo storico accordo di pace tra governo e Farc. Si sapeva che c'era questo rischio: una parte consistente della popolazione, quella delle aree rurali che nei decenni ha subito sulla propria pelle le azioni delle Farc, non accettava la impunità di fatto che veniva garantita ai guerriglieri, mentre gli abitanti delle aree urbane, meno coinvolti emotivamente, condividono la visione pragmatica del presidente Santos.

Affluenza relativamente bassa, ma soprattutto paese spaccato a metà: 50,3% contrario all'accordo, 49,7% favorevole. La più grande occasione per mettere fine a una guerra che dura da 52 anni non è andata buon fine; e adesso sarà compito del presidente e del leader della Farc Timochenko riuscire a portare a termine un processo che sembra impossibile possa ritornare allo scontro armato dopo così tanti sforzi.

La possibilità di "redimersi" per tempo, evitare il processo e dover sottostare a una leggera privazione della libertà personale, oltre alla piccola presenza parlamentare che veniva garantita alle Farc per due legislature, a provocare le ire di una parte della popolazione; che non l'è sentita di garantire, con il proprio voto, l'impunità per le Farc.

"Le Forze armate rivoluzionarie della Colombia mantengono la propria volontà di pace e ribadiscono di essere disponibili a usare solo la parola come arma di costruzione del futuro", questo il commento di Timochenko. Ma bisognerà vedere se sarà data alle Farc l'opportunità di abbandonare la guerriglia.

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