Siria: gli Usa interrompono i contatti con la Russia

US Secretary of State John Kerry and Russian Foreign Minister Sergei Lavrov look toward one another during a press conference following their meeting in Geneva where they discussed the crisis in Syria on September 9, 2016. The United State and Russia agreed a plan to impose a ceasefire in the Syrian civil war and lay the foundation of a peace process, US Secretary of State John Kerry said.  / AFP / FABRICE COFFRINI        (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Il Dipartimento di Stato statunitense ha annunciato, nella giornata di ieri, che ha deciso di interrompere i contatti bilaterali con la Russia sulla questione siriana. Washington ritiene che Mosca non abbia rispettato gli accordi sul cessate il fuoco, né "voluto o potuto" garantire il rispetto, da parte del regime di Bashar al-Assad, dell'intesa sottoscritta a Ginevra il 9 settembre scorso. "La pazienza di tutti (con la Russia ndr.) è finita", ha fato sapere il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest.

A sua volta, il portavoce del Dipartimento di Stato, John Kirby, ribadendo la necessità di una transizione politica in Siria, ha rimarcato che "gli Stati Uniti hanno sospeso la sua partecipazione alle relazioni bilaterali con la Russia, in precedenza stabilite per mantenere la cessazione delle ostilità". Inoltre, Washington ha deciso di ritirare il proprio personale militare che era stato mandato in Medio Oriente per creare un "Centro congiunto" di interscambio di informazioni con Mosca, finalizzato a gestire meglio l'ultima fase di guerra nei confronti dello Stato Islamico e di Al-Nusra.

Che la situazione tra Stati Uniti e Russia sia ora tesissima è testimoniato da un comunicato stampa diffuso dalla Casa Bianca. Ivi, si apprende che il presidente Barack Obama "valuterà una serie di opzioni" nei prossimi giorni. Tra queste, è compresa la possibilità di sanzioni contro Mosca.

La reazione di Valdimir Putin non si è fatta attendere. Attraverso il portavoce del ministero degli Esteri, citata dalla Tass, Mosca ha fatto sapere che Washington è responsabile del fallimento del cessate il fuoco, ricordando tra le righe i bombardamenti nell'est della Siria, che hanno portato alla morte di una sessantina di soldati dell'esercito regolare. Tuttavia, la Russia non ha chiarito la sua posizione in merito ai raid su Aleppo, che hanno provocato la morte di molti civili.

La cessazione dei colloqui bilaterali non significa necessariamente la fine degli sforzi diplomatici sulla Siria. Per il momento, però, la situazione resta in fase di stallo, mentre ad Aleppo è emergenza umanitaria: 250 mila civili sono "intrappolati" nella città, stretti nella morsa dei raid governativi e dall'occupazione di forze ribelli (tra cui ci sono anche componenti islamiste).

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