Alleanza Pdl-Lega: l'annuncio rimandato a venerdì

Roberto Maroni
Alla fine Roberto Maroni ha ottenuto il mandato per gestire le alleanze a sua totale discrezione. Ma, nonostante il risultato, il Consiglio federale della Lega Nord non è stato una passeggiata. Il segretario leghista ha dovuto affrontare il malcontento dei colonnelli, tra cui molti di quelli che lo hanno appoggiato finora, tutti irritati dalla prospettiva di una nuova alleanza con Berlusconi. E con il sospetto che Maroni continui a trattare solo per essere eletto al Pirellone alle prossime Regionali.

Dopo l'incontro ad Arcore di ieri pomeriggio, Maroni ha cercato di convincere i suoi della necessità di un accordo con il Pdl, per poter vincere le Regionali e tornare in parlamento alle prossime politiche, e per convincerli anche che si può arrivare a un'alleanza senza appoggiare la candidatura a premier di Berlusconi, che a questo punto è il principale nodo del contendere: nessuno crede che Monti possa guidare il centrodestra allargato. Perciò, a costo di un bizantinismo degno della Prima Repubblica, l'accordo che dovrebbe essere annunciato venerdì (dopo che Monti avrà sciolto la riserva sulla propria candidatura) sarà formulato su queste basi: il Pdl appoggia Roberto Maroni alle Regionali lombarde (con Maria Stella Gelmini in ticket per la vicepresidenza), e la Lega parteciperà alle elezioni 2013 in una coalizione guidata da Berlusconi, ma con Angelino Alfano candidato premier. Questo però non vuol dire che Berlusconi debba fare un passo indietro.

Il trucco sta nel fatto che il "porcellum" prevede che ogni coalizione indichi non il candidato premier ma il leader di coalizione: finora le due cose hanno sempre coinciso, ma la Lega potrà presentarsi in alleanza con il Pdl riconoscendo a Berlusconi il titolo di leader ma decidendo di indicare Alfano come candidato premier nell'ipotesi in cui la coalizione vincesse. Questa sarebbe la base di accordo che Maroni ha presentato al Consiglio federale, consiglio a cui non è seguita la prevista conferenza stampa, segno che gli animi in via Bellerio non erano particolarmente sereni.

Contro Maroni si sarebbero scagliati proprio i "barbari sognanti" che lo hanno portato alla guida della Lega, su tutti il sindaco di Verona Flavio Tosi, il più duro a scagliarsi contro l'ipotesi di un'alleanza con il Pdl. Tosi avrebbe chiesto a Maroni, come segno di discontinuità con il passato, di dare seguito all'annuncio fatto subito dopo l'elezione a segretario, e cioè rinunciare a presentarsi per i seggi "al Parlamento di Roma" e scegliere di essere solo una forza del Nord. Ma per ora l'unica discontinuità è quella del nuovo simbolo, in cui è scomparso il nome di Bossi per fare spazio alla scritta "Padania".

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