Referendum Costituzionale: M5S e Sinistra Italia fanno ricorso contro il quesito

La campagna elettorale entra nelle aule di giustizia.

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Era inevitabile che accadesse, considerando quante polemiche aveva sollevato il quesito del referendum che andremo a votare tra un paio di mesi. Il quesito, per la precisione, recita così:

"Approvate il testo della legge costituzionale concernente 'disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzionè, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta ufficiale numero 88 del 15 aprile 2016?"

Fin dall'inizio, si è urlato allo scandalo: formulato così, più che in quesito, rischia di sembrare propaganda, che sottolinea alcune delle ragioni di una parte senza però entrare nel merito di quelle che sarebbero le ragioni del "no". In effetti, è la prima volta che si toccano alcuni punti così specifici all'interno dei quesiti referendari.

La cosa, chiaramente, non è andata giù al fronte del "no"; in prima battuta a M5S e Sinistra Italiana; che hanno fatto ricorso al Tar. Dal Pd, la replica è secca: "Il quesito è stato approvato dalla Corte Costituzionale".

Considerando quanto si è vista in passato, ci sono pochi dubbi sul fatto che il Tar riesca, quanto temporaneamente, a bloccare il via libera al quesito.

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