Siria: oggi riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza Onu

United Nation's Syria envoy Staffan de Mistura gestures during a press conference on the Aleppo situation on October 6, 2016 at the UN Offices in Geneva. The rebel-held east of Syria's Aleppo could be destroyed by year's end if a brutal offensive by government troops and supported by Russia persists, the UN's Syria envoy said October 6. / AFP / FABRICE COFFRINI        (Photo credit should read FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)

Oggi, 7 ottobre 2016, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce, in una riunione d'emergenza, sulla Siria. A richiedere l'incontro è stata la Russia, allo scopo di chiarire con l'inviato Onu nel Paese mediorientale, Staffan de Mistura (nella foto), la situazione in cui versa Aleppo est.

Aleppo, secondo de Mistura, rischia di essere rasa totalmente al suolo. Ieri, l'inviato Onu ha accostato le condizioni della città della Siria settentrionale a quelle delle peggiori tragedie umanitarie di fine '900: Ruanda (1994) e Srebrenica (1995). Da Ginevra ha detto che se il regime di Damasco, con il supporto dei bombardieri russi, continuerà a colpire la città al ritmo attuale, "in due mesi e mezzo la zona ad est di Aleppo sarà totalmente distrutta".

In conferenza stampa, de Mistura ha offerto la sua disponibilità a monitorare personalmente l'uscita di mille miliziani jihadisti da Aleppo, tendendo così la mano al presidente russo, Vladimir Putin, e al suo omologo siriano, Bashar al-Assad. Ma ha anche ribadito, sulla linea del segretario di Stato americano, John Kerry, che bisogna porre fine agli attacchi. "La storia giudicherà la Siria e la Russia", ha aggiunto.

Per l'Onu, Mosca e Damasco stanno palesemente usando l'alibi della lotta ad al-Nusra (legato ad Al-Qaida) per colpire in maniera indiscriminata civili ed ospedali. Intanto, l'emergenza umanitaria ad Aleppo appare ingestibile, ci sono 250 mila persone, tra cui 100 mila bambini, "rinchiuse" nella città.

L'offensiva contro Aleppo è incominciata il 22 settembre scorso: ci sono state 374 vittime e più di 1.200 feriti. L'Osservatorio siriano per i diritti umani, per parte sua, insiste sul fatto che Mosca stia cavalcando una presunta connivenza dei ribelli e di Washingotn con il miliziani jihadisti. Per l'organizzazione, con sede a Londra, solo 400 dei 15 mila combattenti ribelli intrappolati nell'assedio fanno parte del cosiddetto Fronte della conquista di Levante.

Il fallimento del cessate il fuco, che era entrato in vigore il 13 settembre scorso, e la sospensione del dialogo diretto sulla Siria tra Washington e Mosca rappresentano un enorme passo indietro per le speranze di pace in Siria. E, ieri, Assad, in una intervista alla tv danese TV2, è tornato ad accusare i ribelli e gli Stati Uniti, che, a suo modo di vedere, sono responsabili di aver tradito gli accordi di riconciliazione.

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