Usa 2016, lo Speaker dei Repubblicani Paul Ryan: "non difenderò più Trump"

CLEVELAND, OH - JULY 19:  Speaker of the House Paul Ryan delivers a speech on the second day of the Republican National Convention on July 19, 2016 at the Quicken Loans Arena in Cleveland, Ohio. Republican presidential candidate Donald Trump received the number of votes needed to secure the party's nomination. An estimated 50,000 people are expected in Cleveland, including hundreds of protesters and members of the media. The four-day Republican National Convention kicked off on July 18.  (Photo by Jeff Swensen/Getty Images)

Dopo lo scandalo delle dichiarazioni sessiste pubblicate dal Washington Post, molti esponenti del Partito Repubblicano hanno scelto di abbandonare la barca prima che affondi. Ieri, però, Donald Trump ha dovuto subire lo smacco più pesante. Lo speaker alla Camera dei rappresentanti dei conservatori, Paul Ryan, ha fatto sapere che "smetterà di di difendere" il tycoon.

Ryan non ha ritirato ufficialmente il suo endorsement per Trump, ma è ovvio che le sue esternazioni mettono alle corde il candidato repubblicano, che ormai è sempre più solo. Secondo il Politico, il rappresentante repubblicano, prima di annunciare il "quasi" abbandono del magnate, ha avuto una riunione a porte chiuse con i suoi colleghi del G.O.P. E, dunque, la sua presa di posizione è stata previamente concordata con il vertice del partito dell'elefantino.

Sebbene l'ufficio stampa di Ryan abbia precisato che il sostegno al candidato del proprio partito non è in discussione, non si è fatta attendere la replica di Trump su Twitter. Quest'ultimo, in un messaggio pubblicato ieri, scrive: "Paul Ryan dovrebbe occuparsi del pareggio di bilancio, di posti di lavoro e di immigrazione illegale e non perdere il suo tempo nella lotta contro il candidato repubblicano".


Ricordiamo che le relazioni tra Ryan e Trump non sono mai state semplici. Lo Speaker della Camera aveva già impiegato molto tempo prima di annunciare ufficialmente il suo sostegno al tycoon. E, anche dopo averlo fatto, non ha mai nascosto che con il costruttore le "differenze rimangono profonde".

Mentre molti candidati alla Camera e al Senato prendono le distanze da Trump, e qualcuno lo invita perfino a ritirarsi, i sondaggi lo vedono in forte affanno. Secondo l'ultima rilevazione di Nbc/Wsj, Hillary Clinton è nettamente in testa. L'ex segretario di Stato totalizzerebbe il 46% delle preferenze, contro il 35% del suo competitor.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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