Iraq, via alla battaglia di Mosul contro ISIS

La coalizione internazionale che nel nord dell'Iraq opera contro l'ISIS e il governo di Baghdad hanno dato il via libera definitivo alla battaglia di Mosul, che dovrà liberare definitivamente la grande città irachena sul fiume Tigri, e l'annessa diga di importanza strategica, dagli uomini dell'ISIS, asserragliati nel centro città.

L'inizio delle operazioni era atteso per il 19 ottobre ma c'è stata un'improvvisa accelerazione della guerra contro lo Stato islamico: i ribelli turcomanni sostenuti dalla Turchia infatti, milizie armate e addestrate dal governo di Ankara, hanno conquistato la città di Dabiq, nel nord della Siria, controllata dai miliziani dell'Isis, una conquista avvenuta tuttavia dopo che i guerriglieri islamisti hanno deciso di ritirarsi dall'area.

Nei giorni scorsi la Turchia aveva irritato non poco il governo di Baghdad, che aveva ingiunto alle milizie e alle forze armate turche di lasciare l'Iraq e di non partecipare in alcun modo ad azioni di guerra in territorio iracheno: ingiunzione che è stata rispettata ma che con l'offensiva lanciata in Siria ha persuaso il governo di al-Abadi ad accelerare i tempi. In un discorso alla tv il premier iracheno, che è anche comandante in capo delle forze armate irachene, attorniato dai più alti responsabili militari, ha annunciato che sono iniziate le operazioni per riconquistare Mosul, la città irachena nel nord del paese in mano agli islamisti dal giugno del 2014. A guidare le operazioni sarà l'esercito iracheno insieme alle forze di sicurezza nazionale, nessun altro, ha specificato Abadi.

Dal canto suo, il generale Stephen Townsend, comandante della coalizione a guida statunitense che opera in Iraq a fianco delle forze governative, ha raffreddato troppo facili entusiasmi dichiarando che l'operazione lanciata per riconquistare Mosul potrebbe durare molte settimane, se non di più.

Nei giorni scorsi le Nazioni Unite hanno allestito diversi campi profughi nella piana di Ninive, provincia di cui Mosul è capoluogo, spostando diversi operatori umanitari da Erbil: a Mosul infatti vivono ancora 2,5 milioni di civili e l'offensiva potrebbe essere un altro bagno di sangue, se consideriamo che i miliziani islamisti hanno minato molti palazzi e molte strade e che la resistenza alle truppe governative sembra sarà durissima.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO