Siria, documento Ue: escluse le sanzioni alla Russia

EU's High representative for foreign affairs and security policy Federica Mogherini arrives for an European Union leaders summit on October 20, 2016 at the European Council, in Brussels. / AFP / THIERRY CHARLIER        (Photo credit should read THIERRY CHARLIER/AFP/Getty Images)

Vladimir Putin divide l'Unione Europea. I paesi membri hanno tutti condannato il sostegno del Cremlino nei confronti del regime di Damasco e i raid su Aleppo, ma continuano ad avere pareri discordanti sulle nuove sanzioni alla Russia. In ogni caso, alla fine, la linea più dialogante ha avuto la meglio: il Consiglio Europeo ha sottoscritto un documento nel quale non si fa accenno a misure punitive nei confronti "di persone o entità" russe.

Tra le nazioni che non hanno voluto alzare il tiro con Mosca c'è anche l'Italia. Matteo Renzi, al termine della prima giornata di lavori del Consiglio, ha dichiarato sul tema: "tutti concordiamo che bisogna fare tutte le pressioni possibili perché si possa arrivare ad un accordo in Siria". Ma ha anche specificato: "non ha senso parlare di sanzioni alla Russia".

Francia, Germania e Gran Bretagna, invece, secondo le indiscrezioni, avrebbero preferito, in prima battuta, usare il pugno di ferro. Tale ipotesi, in un certo senso, è stata confermata dalle dichiarazioni forti di Angela Merkel e Francois Hollande al termine del vertice di Berlino sull'Ucraina. I due hanno parlato di gesti "inumani" e di "crimini di guerra" rispetto all'atteggiamento di Mosca in Siria.

Alla fine, però, la linea morbida italiana è passata. Renzi ha fatto asse con l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Federica Mogherini, che ha imposto una soluzione condivisa da tutti, comprese Parigi e Berlino. Ad escludere le sanzioni anche i leader di Spagna, Grecia, Austria e Cipro.

Stati Uniti e Nato formalmente non si intromettono nelle scelte europee, ma è chiaro che avrebbero preferito un'altra soluzione. Non è un caso, infatti, che il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, abbia manifestato grande "preoccupazione" per la squadra navale russa, fornita di portaerei, inviata in queste ore nel Mediterraneo orientale. Il rischio è che Putin voglia impiegarla per meglio supportare il regime di Bashar al-Assad.

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