Migranti: la Grecia chiede aiuto all'Unione Europea

A migrant sits with his son in front of his prefabricated house at the Kara Tepe camp on the island of Lesbos on October 6, 2016. This year, the Norwegian Nobel Institute has received a whopping 376 nominations for the peace prize, a huge increase from the previous record of 278 in 2014 -- meaning the number of choices facing the Nobel committee is vast. Greek islanders are among the contenders for their efforts to help desperate migrants landing on their shores. / AFP / Angelos Tzortzinis        (Photo credit should read ANGELOS TZORTZINIS/AFP/Getty Images)

In Grecia si fa ancora sentire la crisi migratoria. Proprio ieri, 24 ottobre, tre container, in cui erano stati predisposti uffici del personale per il servizio d'asilo sull'isola di Lesbo, sono stati dati alle fiamme nel corso di una protesta di una settantina di migranti. Così Atene è tornata a chiedere aiuti a Bruxelles.

La Grecia permane in una congiuntura economica disastrosa. Come era prevedibile, l'intesa siglata con la Ue lo scorso anno non ha ottenuto risultati. In questa situazione, le autorità elleniche devono occuparsi della cura di 60 mila persone, la maggior parte delle quali sono rifugiati rimasti bloccati dopo la ratifica degli accordi con la Turchia. Tuttavia, bisogna anche segnalare che il flusso non è stato completamente arrestato: circa un centinaio di persone al giorno riesce ad arrivare sulle isole.

Atene sostiene di aver fatto la sua parte con l'Unione Europea e continua a chiedere ai Paesi membri un rinnovato spirito di cooperazione per affrontare il problema migratorio. Il governo, presieduto da Alexis Tsipras, non cerca solo aiuti economici, ma anche un nuovo assetto generale per dare una risposta alla crisi. Inoltre, la Grecia denuncia forti ritardi rispetto agli accordi presi con la Commissione; accordi che prevedevano la ripartizione di 160 mila migranti (presenti in territorio ellenico e italiano). Al momento i trasferimenti avrebbero riguardato solo 5 mila persone.

Il ministro dell'immigrazione, Ioannis Mouzalas, un ginecologo che ha lavorato per Medici Senza Frontiere, ha fortemente criticato i paesi dell'Europa orientale e l'Austria per aver boicottato il trasferimento fin dall'inizio. "La solidarietà nella Ue è un concetto fondante", ha ribadito l'esponente del governo greco.

Per parte sua, il capo dell'Unchr in Grecia, il francese Philippe Leclerc, ha sottolineato che la sua organizzazione è stata correttamente supportata dalla Grecia. In due settimane, durante l'estate, ha ricordato, è stato smantellato il campo di Idomeni, dove erano ammassate 10 mila persone. Tutte avrebbero trovato alloggi migliori. Ma ora tocca a Bruxelles dare un segnale.

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