Il potere dei media, Berlusconi e l’assuefazione italiana al conflitto d'interessi

da kudablogQuando si parla di media spesso si rimuove l'analisi critica della situazione italiana, anomala in tutto il mondo (si parla di presunte democrazie). Parlare di conflitto d'interessi sembra quasi un'argomentazione anacronistica, accolta da sorrisetti dei berluscones. In un'opposizione che si rispetti invece dovrebbe essere uno dei primi punti su cui battagliare e non mollare di un centimetro.

Perchè qui sta una delle cause e dei punti del degrado senza fine in cui sta cadendo l'Italia. Già il grafico di sopra ci dà delle buone intuizioni. Siamo sicuri che la realtà percepita in politica non conti di più di quella vissuta? Un'altro esempio ce lo fornisce Alessandro Robecchi, giornalista e autore di programmi come Crozza Italia (La 7) e Verba Volant (Rai 3), e anima, con Michele Serra, di Cuore, che ci riporta questi dati a proposito del caso Eluana:

«Quando è scoppiato il “caso Eluana” il 92% degli italiani era col padre, Beppino Englaro. Solo l’8%, una minoranza di fondamentalisti cattolici, era per il mantenimento in vita del corpo di Eluana. Dopo 6 mesi di bombardamento televisivo le percentuali erano cambiate: il 54% era ancora con Beppino, ma il 38% aveva cambiato posizione».


Come la mettiamo?

Immagine/Kudablog

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