USA 2016, terza notte di proteste dopo la vittoria di Donald Trump - FOTO

12 novembre 2016 - È trascorsa la terza notte di proteste in diverse città degli Stati Uniti, dove dopo l'elezione di Donald Trump a Presidente molti manifestanti sono scesi in strada, in qualche caso provocando qualche disordine, al grido di "not my president" sono scese in piazza "in difesa della libertà e dei diritti umani" e per ribadire il proprio No al presidente eletto che, intanto, comincia a prendere confidenza con il suo nuovo ruolo.

A Portland, in Oregon, ci sono stati disordini e scontri tra manifestanti e poliziotti e circa 200 arresti. Trump, sulla sua pagina Twitter, ha commentato ieri con due messaggi le proteste di piazza:

Al contempo il Presidente eletto si è detto al lavoro per costruire la sua squadra di governo e mettere a punto le prime azioni a cui darà corso una volta insediato, dopo il 20 gennaio 2017. Secondo quanto riferisce Askanews lo staff di Trump avrebbe lanciato un piccolo ultimatum a Barack Obama, in procinto di partire per il suo ultimo viaggio da presidente in Europa, affinchè non prenda iniziative che potrebbero essere non in linea con la futura presidenza Trump.

11 novembre 2016 - Seconda notte di protesta negli Stati Uniti, con qualche disagio nella città di Portland, in Oregon, dove alcuni manifestanti sono diventati violenti e hanno distrutto vetrine di negozi e automobili e lanciato petardi in bidoni della spazzatura, che hanno preso fuoco.

Il numero dei manifestanti è diminuito rispetto alla prima notte di proteste, ma sono i più giovani a resistere e continuare a manifestare il proprio dissenso contro l’elezione di Trump.

Il neo eletto Presidente degli USA, in carica dal 20 gennaio prossimo, ha già ripreso il controllo del proprio profilo Twitter proprio per criticare queste proteste:

Abbiamo appena avuto un’aperta e riuscita elezione presidenziale. Adesso i manifestanti professionisti, incitati dai media, stanno protestando. É molto ingiusto.

Le proteste sono proseguite anche a Philadelphia, Baltimora, San Francisco e New York, dove centinaia di persone si sono ritrovate davanti alla Trump Tower con cartelli e striscioni.

10 novembre 2016 - Donald Trump diventerà il 45esimo Presidente degli Stati Uniti. Il risultato delle elezioni è chiaro e nel giro di pochi giorni il discusso imprenditore incontrerà Barack Obama per avviare il processo di transizione che si concluderà il 20 gennaio 2017 con l’insediamento di Trump alla Casa Bianca.

Centinaia di cittadini, da una parte all’altra degli USA, sono scesi in strada subito dopo l’annuncio della vittoria per protestare contro il risultato di queste discusse elezioni. Al grido di “Not my President”, centinaia di persone a New York hanno marciato verso la Trump Tower ricordato la posizione di Trump sull’immigrazione, i diritti LGBT e le sue innumerevoli dichiarazioni sessiste.

Lì, a New York, il traffico è rimasto paralizzato per ore e alla fine circa 30 persone sono state arrestate dalle autorità. Proteste anche a San Francisco, Los Angeles, Oakland e Berkeley in California, ma anche a Portland, Chicago, Seattle, Boston, Detroit, Philadelphia e Phoenix.

Ad Oakland la situazione è degenerata, la rabbia ha preso il sopravvento e alcuni manifestanti hanno distrutto le vetrine di alcuni negozi, mentre a Los Angeles i manifestanti sono riusciti a bloccare un importante tratto della superstrada che attraversa la città. A Chicago le proteste sono riuscite a bloccare per qualche ora l’accesso alla Trump Tower.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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