USA 2016, c’è ancora una possibilità per Hillary Clinton?

La vittoria di Donald Trump, pronto a diventare il 45esimo Presidente degli Stati Uniti d'America a partire dal 20 gennaio prossimo, è stata accolta da proteste e dissenso da una parte all’altra del Paese, manifestazioni più o meno pacifiche in cui i cittadini hanno voluto precisare di non volere Trump come presidente al grido di “Not my President”.

In queste ore sta circolando una petizione rivolta al Collegio elettorale degli Stati Uniti d'America, l’organo incaricato di eleggere il Presidente degli USA composto da 538 Grandi Elettori, pari al numero dei membri del Congresso. Questi, scelti dai cittadini elettori, si troveranno a votare il prossimo 19 dicembre e in quell’occasione avranno due voti disponibili a testa, uno per scegliere il Presidente degli Stati Uniti e uno per il Vicepresidente.

I 538 grandi elettori, in arrivo dai 50 Stati che compongono gli USA in proporzione al numero di cittadini residenti, saranno chiamati a dare il proprio voto al candidato scelto dal voto popolare nel proprio Stato di provenienza. Servono almeno 270 di quei 538 voti affinché uno dei candidati diventi Presidente degli Stati Uniti e Donald Trump, sulla carta, ne ha già portati a casa 279 contro 228 di Hillary Clinton.

Se tutto andrà come previsto - e quasi certamente così sarà - i Grandi Elettori non faranno altro che confermare quel voto e consegnare così a Donald Trump la Presidente degli Stati Uniti d’America. Il Collegio elettorale, però, prevede il cosiddetto “faithless elector”, l’elettore infedele, vale a dire quel Grande Elettore che all’ultimo minuto non dà il voto al candidato per cui aveva promesso di esprimere la preferenza.

I casi di elettori infedeli tra il 1968 e il 2004 sono stati soltanto sei e in nessun modo hanno influito sul risultato finale. Ma è proprio su questa possibilità che in molti hanno riversato le proprie speranze in queste ore, un’ultima e poco probabile spiaggia a cui si sta cercando di dare risalto con una petizione riuscita a ottenere in poche ore oltre 900 mila firme.

La petizione si rivolge proprio ai Grandi Elettori e chiede loro - o meglio a una parte di loro - di cambiare il proprio voto il 19 dicembre prossimo e di dare la propria preferenza a Hillary Clinton, ribaltando così il risultato delle elezioni e scongiurare la presenza di Trump alla Casa Bianca per i prossimi 4 anni.

Il Segretario Clinton ha vinto secondo il voto popolare e dovrebbe essere Presidente. Hillary ha vinto per voto popolare e l’unica ragione per cui Trump “ha vinto” è merito del Collegio Elettorale.

In linea teoria quello che si chiede ai Grandi Elettori è assolutamente possibile - in alcuni Stati è prevista una multa fino a un massimo di mille dollari per un Grande Elettore che cambia il proprio voto - ma è bene sottolineare che MAI, nella storia degli Stati Uniti d’America, un gruppo di elettori infedeli è riuscito nell’impresa di ribaltare le carte in tavola.

Sulla carta ci sono alcuni Stati degli USA, dal Michigan al Pennsylvania, in cui Trump ha vinto per una manciata di voti. Di norma i Grandi Elettori in arrivo da questi stati dovrebbero dare la propria preferenza a Trump, ma vista la poca differenza di voti potrebbero decidere di votare per Clinton. Si tratta, lo ripetiamo, di un’ipotesi molto remota e mai accaduta prima, ma fin troppi statunitensi stanno sperando che ciò accada e visto che queste sono state le elezioni dell'assoluta sorpresa, non è propriamente detta l'ultima parola.

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