Siria, la Russia accusa gli Stati Uniti di non voler negoziare una tregua

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Dopo aver apposto il veto, assieme alla Cina, in Consiglio di Sicurezza circa una nuova risoluzione per il cessate il fuoco ad Aleppo, in Siria, la Russia torna a fare la voce grossa e punta il dito contro gli Stati Uniti: secondo Mosca gli americani non hanno alcuna intenzione di negoziare seriamente su Aleppo e sulla guerra in Siria. Parole durissime sono state proferite dal ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

"È triste vedere che le potenze occidentali che ogni giorno dichiarano di avere a cuore i diritti umani e la situazione umanitaria ad Aleppo e nel resto della Siria continuino ad appoggiare i gruppi radicali ed estremisti. [...] Abbiamo preso atto che non è possibile instaurare un negoziato serio con i nostri partner americani"

Damasco invece, dal canto suo, ha fatto sapere tramite un comunicato stampa che non lascerà "i cittadini di Aleppo" in mano ai terroristi, affermando di non avere intenzione di accettare alcun cessate il fuoco prima del completo ritiro dei ribelli dalla città. Come spiega Askanews l'ennesima irritazione di Mosca circa l'atteggiamento occidentale nasce all'indomani dell'uccisione di un'infermiera russa che operava in un ospedale da campo presso Aleppo, rimasta uccisa nel bombardamento della struttura sanitaria colpita dalle forze islamiste ribelli. Le coordinate dell'ospedale erano state segnalate, ha dichiarato il portavoce del presidente Vladimir Putin Dmitry Peskov.

La battaglia di Aleppo sembra procedere verso una drammatica conclusione: oggi la città somiglia più alla Grozny degli anni Novanta che non alla culla della cultura millenaria che è stata fino al 2011 e le cose, purtroppo, possono solo peggiorare con l'arrivo dell'inverno e con l'inasprimento della battaglia contro i ribelli e contro Daesh.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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