Carlo Calenda: "Continuità tra Renzi e Gentiloni. 2017 da paura per l'Europa"


Oggi La Stampa propone in prima pagina un'intervista al ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. Nell'intervista firmata da Marco Zatterin si parla di economia ma anche del passaggio (quasi intangibile) dal governo Renzi a quello Gentiloni. Spazio per le previsioni per l'anno prossimo, un 2017 che si prospetta "da paura" per le tante sfide a livello europeo.

Sul passaggio Renzi-Gentiloni, Calenda (che è uno dei tanti ministri riconfermati) ammette: "C’è continuità sostanziale di linea politica e di persone. Renzi e Gentiloni rappresentano la stessa cultura riformista".

Il ministro sottolinea che a fare da spartiacque è stato il voto del 4 dicembre: "Molto è però cambiato dopo il referendum che avrebbe finalmente aperto la Terza Repubblica. Non è andata così. Il mondo nuovo è difficile da capire e certamente abbiamo commesso molti sbagli. Il punto è che non mi sembra una soluzione tornare alla prima repubblica, dobbiamo trovare un modo diverso per coinvolgere le persone su un’agenda che deve dare l’impressione di essere fatta non solo per le eccellenze per chi ce la può fare".

Sul salvataggio di Mps e sull'operazione Vivendi-Mediaset, Calenda ripete che non si tratta di situazioni anomale: "Possono sembrare circostanze straordinarie, ma non lo sono". Su Mps: "Si può discutere se sia bene o male. Ma non sul fatto che non si tratta di una anomalia".

Si parla poi delle prospettive future, a livello nazionale ed europeo. Il governo Gentiloni dura o non dura? "Non so se dura o no. Quello che conta è che sinché dura deve mantenere un’agenda ambiziosa. [...] Il riformismo accomuna Angela Merkel con Renzi e Gentiloni. L’alternativa è il populismo. O, nel caso italiano, la fuga dalla responsabilità e dalla realtà rappresentata da Beppe Grillo".

Il 2017 sarà un anno da paura? "Sarà da paura davvero per l’Europa e l’Occidente che vivono la crisi più grave dagli anni Trenta, una crisi di fiducia che colpisce la classe dirigente e mina le relazioni globali. [...] Sarà fondamentale dare spazio di manovra ai governi nazionali per poter vincere le sfide elettorali col fronte populista".

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