Mario Monti candidato premier alle elezioni politiche 2013. Per Repubblica sì, per il Corriere... più o meno

Mario Monti si candida alle elezioni politiche 2013 - Repubblica

Mario Monti si candida alle elezioni politiche 2013? Per Repubblica sì.

Per il Corriere della Sera, invece, più o meno. Nel senso che l'occhiello della home page nega una candidatura diretta, ma poi il pezzo racconta uno scenario molto simile a quello del quotidiano romano.

Mario Monti si candida alle elezioni politiche 2013 - Corriere

Insomma. A parte le sfumature (di grigio, come tutti i loden che si rispettino), pare proprio che il bocconiano sarà della partita. Con i centristi, ovviamente. Montezemolo e Fini (che è diventato di centro, lo ricordiamo). Riccardi e Passera (che dovrebbe candidarsi, ma non è un mistero), e ancora Giarda, Grilli e Moavero. E Casini, ovviamente.
[Esplora il significato del termine: Retroscena - Dopo la presentazione del manifesto la scelta sullo schieramento Il Professore già pronto per la campagna in tv Nell’agenda un pacchetto di «riforme epocali» Mario Monti (Ansa)Mario Monti (Ansa) ROMA - Mentre i suoi uomini, la sua segreteria, il suo ufficio di gabinetto, i suoi collaboratori, partecipano in modo attivo alla formazione delle liste, o della lista, richiamando il principio che il Professore ha chiesto di osservare (massimo riserbo e meno politici possibili, un via libera di massima sui nomi decretato da lui stesso, quasi un’ultima parola), mentre succede tutto questo, con interlocutori come Casini, Montezemolo, Cesa, Olivero, Riccardi, lui, il presidente del Consiglio, quando può, quando ha tempo, scrive. La scrittura del programma, del manifesto, o per usare un lessico gradito a Palazzo Chigi, dell’agenda Monti per un Monti bis, è a buon punto. È la scrittura di una traccia che diventerà discorso, sabato o domenica, nella conferenza stampa di fine anno. Sono stati richiesti e sono arrivati anche contributi da parte dei ministeri, con qualche imprevisto: in alcuni casi gli elaborati degli uffici legislativi, tracce tecniche, giudicate di scarso valore, sono stati rispediti al mittente. Lui, a chi gli ha parlato, descrive così i contenuti di un’agenda che darebbe da sottoscrivere alla lista o alle liste che lo sosterranno come candidato premier: al Paese occorrono «riforme epocali», tanto profonde da considerare minime quelle approvate negli ultimi dodici mesi; occorrono anche riforme costituzionali, perché ormai la macchina dello Stato ha bisogno di essere messa al passo dei tempi; c’è da riformare un’articolazione delle amministrazioni in cui si decida finalmente «chi fa che cosa»; ci sono da introdurre liberalizzazioni molto più incisive di quelle finora immaginate. ]
Retroscena - Dopo la presentazione del manifesto la scelta sullo schieramento
Il Professore già pronto per la campagna in tv
Nell'agenda un pacchetto di «riforme epocali»

Mario Monti (Ansa)Mario Monti (Ansa)
ROMA - Mentre i suoi uomini, la sua segreteria, il suo ufficio di gabinetto, i suoi collaboratori, partecipano in modo attivo alla formazione delle liste, o della lista, richiamando il principio che il Professore ha chiesto di osservare (massimo riserbo e meno politici possibili, un via libera di massima sui nomi decretato da lui stesso, quasi un'ultima parola), mentre succede tutto questo, con interlocutori come Casini, Montezemolo, Cesa, Olivero, Riccardi, lui, il presidente del Consiglio, quando può, quando ha tempo, scrive.

A quanto pare sarebbe già in fase avanzata la scrittura del programma. O meglio, dell'agenda Monti 2013-2017 (che non si compra in libreria né nelle migliori edicole). Il discorso di presentazione della stessa potrebbe essere affidato addirittura alla conferenza stampa di fine anno (sabato o domenica, ancora non si sa) o poco dopo.

Si dice, sia a Roma sia a Milano, che Monti abbia in mente «riforme epocali», «riforme costituzionali» (perché evidentemente il pareggio di bilancio in costituzione non è stato abbastanza), «liberalizzazioni» (ancora. Già, quelle di questo giro sono fallite miseramente), «riforme delle amministrazioni» (anche qui, insomma, il risultato ottenuto non è proprio dei migliori).

Ci sarebbero ben tre liste a sostenerlo, Monti, alla Camera. E una sola al Senato.

E adesso tutti si chiedono una sola cosa: che ne sarà del Cav, impegnato in un tour radiotelevisivo senza precedenti?

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