Renzi al Tg1: "Non penso ci sia il rischio scissione nel Pd, la gente non capirebbe"

Il segretario del Pd Matteo Renzi è stato intervistato oggi dal Tg1 e ha rilasciato delle dichiarazioni sulla situazione all'interno del Partito Democratico e sulle dinamiche politiche che porteranno alle nuove elezioni.

Interrogato sulla vittoria del 'no' al Referendum da lui voluto, Renzi risponde così: "Come è giusto mi sono dimesso. Forse l'errore più grande è stato quello di perdere di vista le esigenze dei cittadini normali e pensare alle dinamiche del Palazzo. Questo è forse l'insegnamento più grande del dopo-referendum, preoccuparsi di più di ciò che accade ai cittadini e un pochino meno alle questioni interne al Palazzo".

Sulla data delle elezioni politiche, Renzi rimane cauto: "Non so in che giorno si voterà, non tocca a me deciderlo, ma qualunque sia quel giorno è fondamentale che le forze politiche parlino delle esigenze delle persone. Discutiamo di disoccupazione, di sicurezza, di banda larga e innovazione, del futuro dell'ambiente: così saremo credibili, altrimenti le elezioni sembreranno soltanto una caccia alle poltrone".

Sull'ipotesi scissione nel Partito Democratico, il segretario dice: "Non penso ci sia rischio scissione, e non la capirebbe nessuno. Primarie, congresso, va bene tutto... l'importante è che comunque vadano le primarie o il congresso, chi perde, il giorno dopo rispetti chi ha vinto. Perché altrimenti è l'anarchia".

Sui rapporti Usa-Europa dopo l'elezione di Trump, Renzi dice: "È importante che l'Europa faccia delle proposte, che tutti diamo una mano al Governo italiano quando va a rappresentarci a Bruxelles. Questo può aiutare l'Europa a essere più credibile nel rapporto con Trump".

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