Afghanistan, la guerra dimenticata: nel 2016 oltre 3500 bambini uccisi

Secondo i dati diffusi dalla Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan e contenuti in un rapporto diffuso il 6 febbraio 2017, sono circa 11.500 i civili afgani uccisi o feriti nel 2016, di cui almeno 3500 bambini: quella in Afghanistan è una vera e propria "guerra dimenticata", un conflitto mai appagatosi nonostante la massiccia presenza internazionale e che da mesi vive una nuova ondata di violenze da parte dei taliban, che controllano di fatto oltre il 70% del territorio del paese.

Quello del 2016 è il peggior bilancio delle vittime civili dal 2009, ovvero da quando è stato avviato questo conteggio annuale: da allora i morti del conflitto afghano sono stati 24.841 e i feriti 45.347.

"Il report evidenzia che la parte più vulnerabile della società, donne e bambini, è la più colpita. Nel 2016 la Unama ha contato 3512 bambini tra le vittime, registrando una crescita del 24 per cento rispetto al 2015"

ha spiegato Danielle Bell, direttore dell'Unama, citata da Askanews. Solo lo scorso anno in Afghanistan sono morti o sono rimasti mutilati 11.418 civili (3.498 morti e 7.920), ossia il +3% rispetto al 2015.

Afghan National Army (ANA) soldiers patrol during an ongoing battle with Taliban militants in the Nad Ali district of Helmand on December 22, 2015. Military planes have dropped food and ammunition to besieged Afghan forces battling to push Taliban insurgents out of Sangin, officials said December 22, two days after the emboldened militants stormed the opium-growing district. Islamists have captured large swathes of the district in the southern province of Helmand which British and US forces struggled for years to defend.Fleeing local residents reported bloody gunfights as the Taliban advanced on the district centre, highlighting a worsening security situation across Afghanistan a year after NATO formally ended its combat operations. AFP PHOTO / Noor Mohammad / AFP / NOOR MOHAMMAD        (Photo credit should read NOOR MOHAMMAD/AFP/Getty Images)

Secondo quanto spiega Dejan Panic, coordinatore delle emergenze presso l'ospedale di Kabul:

"Il 30 per cento dei nostri pazienti ha in media 14 anni. [...] Le loro storie sono simili, il loro ferimento è un effetto collaterale di un conflitto che sta crescendo di intensità."

Oggi l'Afghanistan, oltre a vedere una resurrezione da parte dei gruppi Taliban, assiste ad una immigrazione di ex-combattenti dello Stato Islamico in fuga dall'Iraq e dalla Siria, che tuttavia ritrovano nel Paese dell'Asia minore nuova linfa per la propria causa. Diversi capi dell'Isis hanno trovato un porto franco in Afghanistan dove riorganizzare gruppi e brigate, all'interno di un tessuto politico fortemente in crisi: oltre ai problemi legati alla sicurezza l'Afghanistan deve oggi affrontare una pesante crisi economica e un lento ma inesorabile disinteresse da parte degli Stati Uniti che potrebbe inasprirsi con l'amministrazione Trump.

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