Donne in pensione a 65 anni come gli uomini. È giusto?

La notizia è di ieri. In applicazione a una direttiva dell'Unione Europea il Governo proporrà di equiparare l'età pensionabile femminile a quella maschile, ovvero a 65 anni. Il progetto prevede un raggiungimento graduale della quota, innalzando l'età di un anno per volta fino a pareggiarla nel 2018.

Inutile dire che mentre Cisl e Uil sono possibiliste, la Cgil si è segnalata per la solita levata di scudi, parlando di provvedimento iniquo. Le ragioni sono arcinote. In Italia non c'è parità reale sul lavoro, quindi è giusto che le donne lavorino meno; se si vuole farle lavorare come gli uomini bisogna prima equipararle anche come trattamento.

Chiaramente si tratta di un'enunciazione di principio in teoria giusta ma in realtà molto difficile da ottenere, e rischia di far slittare il progetto a mai più. Il problema è che in qualche modo alla direttiva europea bisognerà ottemperare e non rimane molto tempo.

È importante sottolineare anche che il progetto governativo per il momento riguarda i soli dipendenti statali, ma non è escluso che si tratti di una testa di ponte per portare anche il lavoro privato sotto la stessa normativa. Voi che ne pensate?

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