Orlando: "Posso unire il Pd, Renzi non ha riflettuto su errori, Emiliano populista"


Andrea Orlando ha già iniziato la sua campagna per le primarie del Partito Democratico. Il ministro della giustizia ha rilasciato varie dichiarazioni sui suoi sfidanti e ha commentato anche il caso delle tessere false a Napoli.

Proprio sul caso partenopeo, il guardasigilli si dimostra critico: "Avevo messo in evidenza il rischio che in una situazione organizzativa abbastanza precaria si potesse produrre questo tipo di effetti, e si stanno producendo".

Orlando ha aggiunto di temere "che questo rischio si manifesti anche in altre realtà", anche se poi si è detto fiducioso nei confronti di chi "è chiamato a gestire questo passaggio così delicato".

Sulla sfida a Renzi ed Emiliano, il ministro ha detto ieri a Repubblica di essere l'unico candidato capace di fare da collante tra le diverse - e sempre più distanti - anime del Pd: "Penso di essere, fra i tre candidati, quello più in grado di unire le diverse culture e anime del Pd nello spirito originario del progetto. E penso anche di essere quello in grado di rafforzare l'attenzione al sociale del nostro partito, elemento essenziale in una società segnata da profonde diseguaglianze con un rischio reale della tenuta democratica. Sono entrambe condizioni per vincere".

Critica il suo ex capo di governo Matteo Renzi sulla gestione del referendum: "Dalla sconfitta emerge la radiografia del Paese. Renzi non ha riflettuto abbastanza. Il No stravince nelle periferie, nelle aree marginali e interne, nelle nuove generazioni, in tutte quelle parti della società penalizzate dalla globalizzazione. Da qui si riparte se si vuole ricostruire". Orlando spiega perché la sua attuale posizione non sia in contrasto con il suo passato nel governo Renzi: "Non mi candido per rinnegare tutto quello che è stato fatto ma per correggere quello che non funziona e fare le cose che non siamo riusciti a fare... nel governo non ho mai fatto mancare il mio punto di vista".

L'ultima stoccata è per l'altro sfidante alla segreteria, Michele Emiliano: "Candidato dai forti accenti populisti. Mi preoccupa il fatto che abbia chiamato ai gazebo chiunque sia contro Renzi. Non mi pare un progetto per il futuro".

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