USA, bufera sul Procuratore Generale Jeff Sessions: “Ha mentito sui contatti con la Russia”

I rapporti tra la Russia e l’amministrazione di Donald Trump continuano ad essere al centro di polemiche. Stavolta a finire nel mirino è stato il nuovo Procuratore Generale degli USA, Jeff Sessions, confermato dal Senato lo scorso febbraio.

A gennaio, durante l’udienza di conferma della sua nomina, Sessions è stato interpellato sui rapporti tra il governo russo e la campagna presidenziale di Donald Trump - “se ci fossero prove che qualcuno affiliato alla campagna di Trump abbia comunicato col governo russo, nel corso della campagna, lei cosa farebbe?” - e la sua risposta è stata molto chiara:

Non sono a conoscenza di attività simili. Ho fatto parte una o due volte di quella campagna e non ho avuto alcuna comunicazione con i Russi. Non posso fare commenti.

In queste ultime ore, invece, è emerso che Jeff Sessions ha incontrato l’ambasciatore russo Sergei Kislyak nel proprio ufficio nel mese di settembre, in piena campagna presidenziale, e ha preso parte pochi mesi prima a un incontro a cui hanno partecipato anche diversi delegati della Russia.

I democratici, già fortemente contrari alla nomina di Sessions, hanno chiesto a gran voce le sue dimissioni, ritenendolo colpevole di aver mentito sotto giuramento e di aver rimosso ogni riferimento al proprio nome da un’inchiesta dell’FBI su un possibile intervento della Russia nelle elezioni statunitensi che hanno visto vincere Donald Trump.

Sulla questione è già intervenuto il Presidente Trump, che ha difeso Sessions a spada tratta, definendolo “un uomo onesto” e spiegando che “non ha detto nulla di sbagliato. Non l’ha fatto intenzionalmente, avrebbe potuto formulare più chiaramente la propria risposta”.

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