Gentiloni al Senato: "Riforme non si fermano, non accettiamo lezioni da Ue"


"Sfido chiunque ad indicare un altro governo e un altro Parlamento in Europa impegnati su un complesso di riforme come quello su cui siamo impegnati in Italia. Non siamo i primi della classe, ma non accettiamo lezioni", così Paolo Gentiloni oggi durante le comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo.

"Sia chiaro da subito a Bruxelles che in Italia le riforme non solo non si sono fermate ma non hanno minimamente rallentato il loro corso", ha ribadito.

Arriva dal premier dunque un messaggio all'Europa, ma non è l'unico. Gentiloni chiede infatti all'Ue anche un maggior supporto sul fronte dei flussi migratori dalla Libia: "Mi aspetto un passo in più, in termini di risorse, per aiutare l'Italia", ha detto.

Sempre in tema di Europa, il presidente del consiglio ha analizzato il tema dell'Ue a più velocità: "Noi siamo favorevoli a considerare il percorso di integrazione con livelli differenziati, c'è il riconoscimento di uno stato di fatto, ovvero che lo slogan che da sempre campeggia sull'edificio dell'Ue - l'Europa deve muoversi verso un'integrazione sempre maggiore - è una prospettiva molto difficile da realizzarsi in un'Europa a 28... non è un progetto contro qualcuno ma è una realtà di fatto".

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