Celebrazione dei 60 anni dei trattati UE

24 marzo 2017, ore 13:00 - “Ogni corpo che perde il senso del suo cammino, cui viene a mancare questo sguardo in avanti, patisce prima un’involuzione e a lungo andare rischia di morire. Quale dunque il lascito dei padri fondatori?”: così il Papa ha messo in guardia i 27 capi di Stato e di governo dell’Unione europea – a Roma per prendere parte, sabato, al 60esimo anniversario della firma dei Trattati istitutivi della Comunità Economica Europea e della Comunità Europea dell’Energia Atomica – di fronte alla mancanza di un piano per il futuro dell’Unione Europea.

Per il papa vanno recuperati i valori europei, in particolare quello della “solidarietà”.

23 marzo 2017, ore 16:45 - Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma, ha ricevuto al Quirinale una delegazione di deputati italiani eletti al Parlamento Europeo."Abbiamo di fronte noi europei - ha detto - impegni di grandi dimensioni: il governo dell'economia, il futuro dell'Euro, le riforme necessarie alle istituzioni comuni e l'irrinunciabile valore della coesioni sociale nei nostri paesi e nell'intera comunità dell'Unione. Il governo delle migrazioni con tutto ciò che comporta in termini di umanità diritte e sicurezza, la maggior collaborazione contro il terrorismo e oggi l'attentato di Londra e anniversario della strage di Bruxelles ce lo ricordano con forza".

22 marzo 2017, ore 17:32 - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto oggi alla Camera dei Deputati in occasione della celebrazione dei trattati di Roma, che sabato culminerà con il summit di tutti i leader europei previsto al Campidoglio e, in serata, al Quirinale.

I Trattati di Roma, firmati 60 anni fa nella capitale italiana, sono considerati non a torto le fondamenta sulle quali costruire il progetto europeo di Unione Europea, che per decenni ha garantito agli europei pace, stabilità e sostanziale prosperità economica. Si tratta, come ha evidenziato il Capo dello Stato, di un processo di unificazione "basato non sull’egemonia del più potente ma su uno sviluppo pacifico per mezzo di istituzioni federali e democratiche".

“Capovolgendo l’espressione attribuita a Massimo d’Azeglio verrebbe da dire: ‘Fatti gli europei è ora necessario fare l’Europa’. Sono le persone, infatti,particolarmente i giovani, che già vivono l’Europa, ad essere la garanzia della irreversibilità della sua integrazione. Verso di essi vanno diretti l’attenzione e l’impegno dell’Unione”

ha dichiarato Mattarella in Aula.

"Oggi l'Europa appare quasi ripiegata su se stessa. Spesso consapevole, nei suoi vertici, dei passi da compiere, eppure incerta nell'intraprendere la rotta. Come ieri, c'è bisogno di visioni lungimiranti, con la capacità di sperimentare percorsi ulteriori e coraggiosi. [...] L'Europa che abbiamo conosciuto in questi anni - ha concluso il Capo dello Stato - è stata uno strumento essenziale di stabilità e di salvaguardia della pace, di crescita economica e di progresso, di affermazione di un modello sociale sin qui ancora ineguagliato, fatto di diritti e civiltà".

La Lega Nord ha invece inscenato una protesta davanti a Montecitorio approfittando delle poco felici parole pronunciate dal presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem e per riproporre la propria politica sovranista e proponendo l'uscita dall'Euro.

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