Brexit, oggi la Scozia presenta il nuovo referendum per l'indipendenza. Theresa May frena e chiama all'unità

A due giorni dall'attivazione della procedura di Brexit, con il richiamo all'art. 50 della Convenzione Europea che il governo inglese attiverà mercoledì 29 marzo, il Primo ministro britannico Theresa May si è recata in Scozia per incontrare la leader del governo scozzese Nicola Sturgeon e provare a convincerla che non è "il momento giusto" per reclamare l'indipendenza dal Regno Unito.

Proprio oggi infatti il governo di Edimburgo presenterà una nuova proposta di referendum per l'uscita dal Regno Unito e la permanenza nell'Unione Europea: due anni fa un referendum simile fu bocciato dagli scozzesi ma lo scorso ottobre, con il referendum sulla Brexit, la Scozia si è rivelata essere il più europeista dei territori britannici. Gli scozzesi, e il governo di Scozia, temono molto l'allontanamento da Bruxelles, sopratutto in termini economici, e sin da subito le autorità scozzesi si erano dette pronte a fare il possibile per evitare questa "sciagura".

Quello di ieri è stato il primo incontro bilaterale tra le due leader da quando la premier scozzese ha annunciato l'intenzione di reclamare un nuovo referendum d'indipendenza per la fine del 2018 o l'inizio del 2019.

"Il governo scozzese ha presentato il documento con le sue proposte ci sono molti obiettivi comuni, come la tutela dei diritti dei lavoratori, ne abbiamo discusso insieme e continueremo a farlo in futuro. [...] Questo è il momento in cui dovremmo metterci insieme e non dividerci dobbiamo unirci per essere sicuri di ottenere il miglior accordo possibile per tutto il Regno Unito, compresa la Scozia. E credo anche che non sia giusto chiedere ai cittadini scozzesi di prendere una decisione così importante prima di conoscere tutti i dettagli, in un momento in cui nessuno sa ancora cosa accadrà"

ha spiegato alla stampa l'inglese Theresa May. L'obiettivo della premier britannica era ribadire alla numero uno del partito indipendentista scozzese SNP che il momento non è opportuno per organizzare un referendum d'indipendenza mentre Londra si appresta a lanciare i negoziati di divorzio da Bruxelles: cosa accadrà si scoprirà a partire proprio da domani, 29 marzo 2017, con l'attivazione dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona che lancerà ufficialmente il processo di uscita di Londra dall'Unione Europea, nove mesi dopo il referendum del 23 giugno 2016 in cui circa il 52% dei britannici ha votato per il "leave".

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