Siria: forti esplosioni a Damasco vicino a una "struttura iraniana"

Forti esplosioni sarebbero stata avvertite nelle scorse ore in Siria a Sud di Damasco, vicino al villaggio di Najha. Le esplosioni secondo fonti siriane sono avvenute nei presi di una "struttura iraniana" usata come base per la cyber guerra, non distante all'aeroporto internazionale.

Trump lancia 59 missili contro la Siria. Gentiloni: "Risposta a crimine di guerra"

8 aprile 2017, 10.10: "Siamo pronti fare di più, ma speriamo che non sia necessario. É nell’interesse vitale della sicurezza della nostra nazione prevenire la diffusione e l’uso di armi chimiche".

É stata Nikki Haley, Rappresentante permanente per gli Stati Uniti d'America alle Nazioni Unite, a spiegare nella giornata di ieri che gli USA, dopo il raid aereo contro la base siriana di Al Shayrat, sono pronti a nuove azioni nei confronti del regime di Bashar al-Assad

La risposta di Mosca alle azioni degli Stati Uniti non si è fatta attendere e il Cremlino, che aveva già condannato il raid aereo autorizzato da Donald Trump, ha promesso di rafforzare la difesa anti-aerea in Siria, di cui resta grande alleata, e di chiudere la linea diretta con gli Stati Uniti, quella istituita per evitare collisioni tra le rispettive forze aerea in Siria.

11.55 - Il primo ministro italiano Paolo Gentiloni ha rilasciato da Palazzo Chigi delle dichiarazioni sull'attacco statunitense in Siria.


"L'azione ordinata stanotte dal presidente degli Stati Uniti Trump è una risposta motivata a un crimine di guerra. L'azione, come è noto, si è sviluppata nella base aerea da cui erano partiti gli attacchi con uso di armi chimiche nei giorni scorsi. Contro un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Bashar Al Assad. Credo che le immagini di sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito all'uso delle armi chimiche sono immagini che non possiamo accettare di rivedere. [...] Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti o mistificazioni. Gli Stati Uniti hanno definito la loro azione come puntuale e limitata e non come una tappa di una escalation militare. L'Italia è sempre stata convinta che una soluzione duratura per la Siria vada cercata nel negoziato. Questa è sempre stata e resta la nostra posizione. Il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l'egida delle Nazioni Unite, e deve vedere un ruolo decisivo e costruttivo della Russia. In queste ore ho avuto colloqui, tra gli altri, con il presidente Hollande e la cancelliera Merkel, abbiamo condiviso quest'impostazione e l'impegno comune perché l'Europa contribuisca alla ripresa del negoziato. Sono convinto che l'azione di questa notte debba non ostacolare ma accelerare le chance di un negoziato politico per una soluzione duratura, unico antidoto serio alle minacce, che sono ancora presenti in quell'area, del terrorismo".

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10.55 - Tra i sostenitori delle azioni degli Stati Uniti c’è anche la Polonia. Il portavoce del governo, Rafal Bochenek, ha dichiarato a TVP:

Assad ha superato il limite, ha usato armi chimiche contro i civili. Speriamo che l’azione degli USA sia servita per stabilizzare la situazione.

10.35 - Le prime foto dall’interno della base colpita dal raid aereo statunitense arrivano dal giornalista russo Evgeny Poddubnyy di Russia 24:

Не все самолеты уничтожены, предварительно 9 в ангарах сгорело. #shayratairbase #Russia24 #Россия24 #syria #usa

Un post condiviso da Евгений Поддубный (@evgeny.poddubny) in data: 7 Apr 2017 alle ore 00:54 PDT

Аэродром #Шайрат. Результаты ракетного удара #США. Работаем на месте. #Russia24 #Россия24 #syria #usa

Un post condiviso da Евгений Поддубный (@evgeny.poddubny) in data: 7 Apr 2017 alle ore 00:19 PDT

10.15 - L’attacco è stato lanciato alle 3.40 di stanotte, ora italiana, da due diverse navi dell’esercito USA nel Mediterraneo. Questo il video diffuso dal Dipartimento della Difesa USA:

9.40 - L’esercito siriano ha comunicato in una nota che l’attacco aereo ordinato dagli Stati Uniti ha provocato la morte di sei persone e la perdita ingente di materiali nella base.

Il Regno Unito ha annunciato questa mattina il proprio supporto alle azioni di Donald Trump:

Crediamo che sia stata una risposta appropriata al barbaro attacco chimico lanciato dal regime siriano ed è pensato per impedire futuri attacchi.

É quanto reso noto da un portavoce di Downing Street. Reazione positiva anche da parte della Turchia, col vice primo ministro Numan Kurtulmus che a Fox TV ha attaccato direttamente Bashar al-Assad, sottolineando la necessità che venga punito nell’arena internazionale e che il processo di pace in Siria venga accelerato.

9.00 - Il portavoce del Presidente russo Vladimir Putin, Dmitry Peskov, ha definito il raid aereo ordinato da Trump come “un’aggressione contro una nazione sovrana” e un “tentativo di distrarre il Mondo dalle vittime civili causate dall’azione militare statunitense in Iraq”. Le azioni di Trump, ha spiegato Peskov, hanno danneggiato significativamente i rapporti tra Stati Uniti e Russia.

Secondo quanto riferito dall’Osservatorio Siriano per i diritti umani, il raid aereo avrebbe provocato la morte di 4 soldati siriani e la quasi totale distruzione della base, ma il governatore della città di Homs ha denunciato vittime in un villaggio nei pressi della base di Shayrat.

8.30 - Dopo circa 2 giorni di intense discussioni, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ordinato il lancio di 59 missili Tomahawk contro la base siriana di Al Shayrat, la stessa da cui sarebbe partito l’attacco chimico che pochi giorni fa ha provocato oltre 80 morti nella città siriana di Khan Sheikhoun.

Trump aveva già condannato pubblicamente le azioni di Bashar al-Assad, ma ora è passato ai fatti, spiegando che la decisione di attaccare è stata presa per “prevenire ed evitare la diffusione e l’utilizzo di armi chimiche letali”.

Funzionari dell’amministrazione di Trump hanno descritto l’attacco in Siria come un messaggio al Mondo intero sulle intenzioni del nuovo Presidente USA, impegnato a fare in modo che gli Stati Uniti non si girino più dall’altra parte davanti ad azioni come questa.

(in aggiornamento)

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