Elezioni in Messico, gli zapatisti dell'EZLN candidano una donna: Marìa de Jesùs Patricio Martìnez

Sarà Maria de Jesus Patricio Martinez detta Marichuy la candidata degli zapatisti e del Congresso nazionale indigeno (Cni) alla presidenza del Messico: i delegati, riuniti in ultima sede nella giornata di ieri a San Cristobal de Las Casas in Chiapas, sud-est del Messico, hanno eletto una donna che pratica la medicina nazionale pre-ispanica proprio come candidata indipendente alle elezioni presidenziali in programma in Messico nel 2018.

Marìa de Jesùs Patricio Martìnez, 57 anni e madre di tre figli, indigena Nahua e già attivista per i diritti umani, è stata eletta per acclamazione nel corso di un'assemblea a San Cristòbal de Las Casas, nello Stato meridionale di Chiapas, dove nel 1994 si è levata l'insurrezione armata dell'Esercito Zapatista di Liberazione nazionale (Ezln) guidato dal subcomandante Marcos, che oggi si fa chiamare Galeano.

Da sempre attiva nella sua comunità e nella tutela degli indigeni nella zona di Tuxpan, stato di Jalisco, Martinez è molto nota e rappresenta un balzo culturale enorme sia per il Messico, dove la condizione femminile è schiava di una mentalità machista imperante e diffusa, che per gli stessi zapatisti, tra cui le donne hanno un ruolo di primo piano ma che in molti mai avrebbero immaginato una proposta del genere, candidarsi alla presidenza del Messico. L'obiettivo, come è ovvio, non è necessariamente vincere ma dare sempre più voce ai senza voce, agli indios e alle comunità remote e rurali.

"E' difficile per noi, però crediamo che sia necessario se vogliamo che la nostra gente continui a esistere, se vogliamo che la vita continui per tutti, se vogliamo continuare a conservare ciò che ci hanno lasciato i nostri avi. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di fare questo passo. [...] Il fatto di partecipare a questo processo è per invitare tutti i settori, organizzati o non organizzati, della società civile, affinché uniamo gli sforzi e possiamo distruggere questo sistema che ci sta finendo tutti. Noi, come popolo abbiamo realizzato che stiamo lottando per la vita, e la vita include la terra, il territorio, l'acqua, gli alberi... E stanno finendo"

Come racconta Radio Onda d'Urto, che ha seguito i lavori dell'assemblea e del Comitato, 71 saranno sono gli uomini e le donne che compongono il Consiglio Indigeno di Governo, a rappresentanza delle oltre 58 diverse culture originarie del Messico, delle oltre 90 comunità e dei oltre 1000 delegati che hanno partecipato alla due giorni del CIDECI di San Cristobal De Las Casas.

E' la prima volta che in un'elezione presidenziale del Messico si possono registrare candidati indipendenti. L'aspirante candidata, chiamata ora portavoce del Congresso nazionale indigeno (Cni), è stata scelta serrate dopo riunioni a porte chiuse alle quali hanno partecipato 848 delegati di 58 popolazioni indigene del paese.

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