Berlusconi indagato per le stragi di mafia del 1993

Le intercettazioni di un boss mafioso hanno dato nuovi elementi alla Procura di Firenze per indagare Silvio Berlusconi

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Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, attualmente in carcere per una condanna per concorso esterno in associazione mafiosa, sono indagati come mandanti delle stragi di mafia che nel 1992 e 1993 colpirono Firenze, Roma e Milano. La Procura di Firenze ha riaperto il fascicolo dell’indagine, archiviato nel 2011, in seguito alle intercettazioni del boss Giuseppe Gavriano.

Il boss è detenuto, in regime di 41bis, all’interno del carcere di massima sicurezza di Ascoli Piceno. Il suo colloquio con il camorrista Umberto Adinolfi è stato spiato dalle telecamere di sicurezza del carcere. Un colloquio in cui a più riprese si è parlato di Silvio Berlusconi. Non è una novità per il boss Gavriano che è stato intercettato per quattordici mesi.

Gli incartamenti, con molti omissis, sono stati inviati al processo di Palermo sulla trattativa Stato-mafia, mentre in forma completa sono stati mandati alle Procure di Firenze e Caltanissetta. Quella toscana ha deciso di riaprire immediatamente le indagini, mentre quella siciliana sta ancora valutando il da farsi.

I legali di Silvio Berlusconi hanno protestato perché dalle intercettazioni sembrerebbe che Gavriano dica “Bravissimo” e non “Berlusconi”, ma gli esperti della Corte d’assise hanno smentito questa possibilità. Nicolò Ghedini, legale di Berlusconi, ha parlato di “Illazioni infamanti prima del voto”, aggiungendo che Berlusconi non ha mai avuto contatti diretti o indiretti con Gavriano. Il boss è stato convocato per il processo di Palermo ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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