Di Maio: "Governo? Saremo più veloci della Germania"

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"La Germania arriva in questi giorni dopo 6 mesi. Io credo ci metteremo meno". Luigi Di Maio oggi ha ostentato sicurezza incontrando i vertici di Confcommercio a Milano. Il capo politico degli stellati è evidentemente convinto che alla fine si troverà un qualche accordo, anche se per il momento non è sembrato disposto a fare un passo indietro circa la richiesta di un appoggio esterno per l'esecutivo già presentato nelle battute finali della campagna elettorale.

Un'ulteriore conferma, in tal senso, arriva dal Blog delle Stelle dove è stato pubblicato un post firmato dai due capigruppo designati, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, nel quale si è escluso nuovamente 'un gioco di poltrone' anche per quanto riguarda le elezione dei presidenti delle due camere: "Le due presidenze devono essere assolutamente slegate da qualsiasi questione di governo. Anche in questo, chiediamo responsabilità a tutte le forze politiche affinché si possa arrivare a scelte condivise che non rispondano a nessuna logica di spartizione delle poltrone. Il M5s ha avuto il mandato da parte dei cittadini per governare questo Paese, ed è con questa stessa responsabilità che vogliamo interloquire con le altre forze politiche".

Di Maio intanto, ha già preso un impegno da Premier in pectore: "Chiederò che le clausole sull'aumento dell'Iva vadano disinnescate subito. È un impegno che prendiamo qui, anche se non si è formato il nuovo governo".

Anche sul reddito di cittadinanza è arrivata una puntualizzazione da parte del leader dei 5 Stelle: "Non abbiamo intenzione di dare soldi alle persone senza fare nulla. Sono cose che ho visto in un altro tempo. Noi crediamo nella flex security, uno Stato che, sul modello dei paesi più liberali, quando una persona viene licenziata, la prenda per mano e la porti a un reinserimento nel mondo del lavoro. Nessuno potrà starsene sul divano per avere accesso a questi servizi. I datori di lavoro si vedranno sgravati dall'onere dei costi della formazione di un lavoratore. Adesso la formazione è a carico dell'impresa. Quell'onere vogliamo eliminarlo. Non si tratta di uno strumento legato all'assistenzialismo".

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