Fabio Fucci, sindaco M5S di Pomezia: "Io cacciato con metodi da Pd"

"I consiglieri del M5S hanno fatto esattamente quello che fece il Pd all'ex sindaco di Roma Ignazio Marino"

Fabio Fucci Pomezia

Il Comune di Pomezia è caduto ieri perché tutti i consiglieri di maggioranza del Movimento 5 Stelle si sono dimessi e così la giunta e il consiglio si sono dovuti sciogliere. Il sindaco Fabio Fucci resta in carica soltanto per l'attività ordinaria fino a quando non verrà nominato un commissario.

Fucci, che è stato eletto proprio tra le fila del M5S, ha spiegato all'Ansa che i suoi consiglieri hanno usato "metodi da Pd", perché lo hanno fatto "cadere" proprio come i consiglieri del Pd fecero cadere Ignazio Marino quando era sindaco di Roma.

Il suo mandato scade tra due mesi, infatti a maggio ci saranno le nuove elezioni e pare che sia proprio questo il motivo del contendere. Fucci, infatti, all'Ansa ha spiegato che tutto è partito dal fatto che ha annunciato la sua candidatura per un terzo mandato consecutivo, ma non con il M5S, bensì da solo con una lista civica che si chiama Essere Pomezia. Il sindaco ha detto infatti:

"Alla mia amministrazione è stato riconosciuto un buon lavoro e ottimi risultati anche da quelli che oggi sono i miei avversari. Il M5S fino a poco tempo fa mi considerava modello di buon governo"

Sulle dimissioni in blocco dei suoi consiglieri poi ha commentato:

"È stato un gesto illogico e irresponsabile per una bega di partito, in quanto ora si blocca l'attività di una città per due mesi"

Il M5S impone ai propri candidati un limite di due mandati. Sul caso di Fucci si era espresso anche lo stesso Luigi Di Maio, che a dicembre, conosciute le intenzioni del sindaco uscente di ricandidarsi, disse:

"Noi abbiamo due, tre regole e tra queste c'è la regola dei due mandati che non è in discussione. Il sindaco di Pomezia non è in linea con il Movimento 5 stelle e quindi si autoesclude dal Movimento"

In quella circostanza Fucci spiegò che gli era stato offerto l'incarico di capo di gabinetto di un importante ente pubblico al termine del secondo mandato da sindaco, e sarebbe potuto restare nel M5S, ma a lui quella sembrava solo una "grande ipocrisia".

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