Andrea Cecconi, uno degli "impresentabili" del M5S, non rinuncia al posto in Parlamento

È stato uno dei deputati che ha "barato" sulla restituzione di parte dello stipendio.

Andrea Cecconi

Andrea Cecconi è stato uno dei pentastellati più in vista della scorsa legislatura, ha anche ricoperto il ruolo di capogruppo alla Camera per un periodo, poi, però, quando è il suo nome è risultato tra quelli dei deputati a Cinque Stelle che hanno "barato" sulla restituzione di parte dello stipendio truccando dei documenti, ha promesso che, nel caso fosse stato rieletto (era ormai già nelle liste elettorali) avrebbe rinunciato al seggio e lo avrebbe passato a un altro candidato del M5S.

Bene, il 4 marzo scorso Andrea Cecconi è stato rieletto, era candidato all'uninominale a Pesaro e in un collegio proporzionale nelle Marche e ha vinto lo scontro con il ministro Marco Minniti. Secondo quanto lo stesso Cecconi aveva scritto su Facebook l'8 febbraio, si sarebbe dovuto dimettere. Infatti aveva scritto:

"Noi del MoVimento siamo così. Se facciamo una cazzata togliamo il disturbo e vanno avanti gli altri"

Invece oggi ha cambiato idea. È in Parlamento, alla Camera, ma nel gruppo misto, anche se al Corriere della Sera ha confessato che spera che il M5S cambi idea sul suo conto e lo riprenda.

C'è da precisare che Cecconi aveva addirittura firmato un documento con il quale si impegnava a rinunciare all'incarico in caso di elezione e Luigi Di Maio si era dichiarato "orgoglioso" di lui per questo gesto. Ora però Cecconi dice, a proposito di quel documento:

"Pensavo valesse. Ma ho chiesto a una mia amica legale, ha detto che non vale nulla"

Anzi, ha proprio specificato che quel documento ora è "carta igienica". Cecconi ha anche detto di essere stato contattato da altri partiti e in particolare anche da "amici leghisti", ma per ora resterà nel gruppo misto e, dice, "mi comporterò come un 5 Stelle".

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